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Qualcuno cantava “sigarette la mattina lalalalalalà” ed io ho deciso di smettere di  fumare, di solito le mie decisioni epocali le prendo a raffica, più sto a pezzi e più decisioni drastiche prendo!

Una stranezza, quando tutto va storto nella mia mente contorta scatta questo meccanismo: sto male perchè mi sono rotta le scatole? aggiungo il male al male e cerco di stare, se possibile, ancora più male!

Qualcuno direbbe che smettere di fumare fa bene alla salute, tante cose fanno bene alla salute ma fanno male all’anima  (controsenso) fa bene smettere di amare, smettere di credere negli altri….insomma quando capisci che sei sola in questo universo e te la puoi cavare lo stesso , puoi anche smettere di fumare.

Puoi pure mandare a quel paese i tuoi progetti più ambiziosi….tanto non se ne accorge nessuno! ma non puoi mandarti al diavolo da sola….per quello ci pensano gli altri, e alcuni ci riescono pure bene; altri meno bene poichè continuano a perseverare nelle loro bugie .

Bene , dopo questo immane pippone, che nessuno leggerà ( me lo auguro) vado a dare un senso alla mia vita…

Alice mozzicone-sigaretta

 

 

 

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DOMENICA

Chiamasi domenica quella giornata di festa che vorresti fare tante cose invece ti ritrovi seduta sul divano a decidere cosa fare…..inevitabilmente la domenica finisce e tu non hai nemmeno deciso se andare a fare la pipì o rimanere seduta….

che schifezza!

Alice

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L’albergo delle donne tristi.

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Oggi è festa della donna,giornata ormai “consacrata” al gentil sesso (chissà perchè ci chiamano così!!!) io non faccio auguri alle donne ma vorrei regalare idealmente a tutte le mie amiche un libro di Marcela Serrano dal titolo “l’albergo delle donne tristi”.
Non è un libro che si legge tutto di un fiato è abbastanza lento e a tratti un po’ triste , ma ti lascia di sicuro qualche cosa dentro.
Su un’isoletta dell’arcipelago di Chloé, nel Sud del Cile, sorge un insolito Albergo per donne in cerca di conforto. È gestito da Elena, che ha lavorato per la Resistenza, è psichiatra e ha finalmente raggiunto una profonda tranquillità interiore. Da lei si rifugia una clientela di sole donne, talora famose, accomunate dalla tristezza, segnate dalle cicatrici del disamore. Possono soggiornare per tre mesi all’Albergo, che si staglia spettrale sullo sfondo di un promontorio affacciato sul mare, ai confini del mondo. Le donne possono fermarsi tre mesi lì e parlare , conoscersi e confrontarsi…e anche consolarsi e trovare nelle altre donne la forza di reagire e di riappropriarsi della vita.
L’autrice disegna con la sua penna gli stupendi paesaggi del Cile e fa anche diversi ritratti femminili dove ci si può anche riconoscere…..storie comuni di donne, amori, disamori, ed esperienze diverse di dolore, solitudine , lutto….
Ma attraverso la “parola condivisa” tutto è più semplice e la protagonista Floreana che entra nell’albergo fragile ed indebolita dalla vita ne esce rinvigorita e con la consapevolezza che vale sempre la pena vivere fino in fondo.
Io vorrei idealmente e virtualmente condividere con le mie amiche questo libro ma nello stesso tempo vorrei regalarlo a tutti gli uomini, perchè può sembrare un libro scritto da una donna per le donne ma in realtà ……..la lettura gioverebbe pure a loro.

 

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Intervista a Camilleri ( alice)

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Era una calda estate ed andai in vacanza in Sicilia, amo il mare e la gente isolana, di poche parole e dai lineamenti duri, bruciati dal sole. Decisi che trascorrere lì una settimana fosse per me un toccasana per il corpo e per lo spirito.
Mi inoltrai nei posti più nascosti, visitai le spiagge più belle fino ad arrivare a Vigata, oltrepassai la splendida Favignana, per arrivare a Marinella poi Sciacca e giunsi a Vigata; non a caso avevo voluto visitare i posti narrati dal mio scrittore preferito , colui che mi ha tolto molte ore di sonno e che mi ha regalato immagini e suggestioni quasi uniche, il sommo Andrea Camilleri, come lo definiscono in molti.
L’ultima tappa sarebbe stata Tindari, in onore del suo libro letto qualche mese prima “ una gita a Tindari”.
Era caldo, quel caldo che avevo letto e respirato nei libri del sommo, quelle strade bianche, quel mare calmo e azzurro, quei posti mai visti prima ma che avevo imparato a conoscere benissimo, “me ne stavo li`, come “affatata, a taliare il mare, scantata che un suo minimo gesto mi potesse svegliare dal sogno che stavo vivendo” qualcosa del dialetto siciliano lo avevo imparato. Una cosa strana …. Leggerlo” fra me e me” mi riusciva benissimo, ma se lo leggevo ad alta voce facevo ridere!!!!ma che minchia sto pensando?
Decisi di sedermi ad un piccolo bar con vista mare per gustare la famosa cassata siciliana, ma sì, le vacanze sono fatte anche per mangiare di più, poi a casa dieta!
Mi sedetti accalorata e stanca quando il cameriere si avvicinò e gentilmente, sottovoce mi chiese cosa desiderassi in quel momento si sedette nel tavolo accanto al mio un signore , aveva una sigaretta fra le dita , spostò la sedia e subito il cameriere si allontanò da me lasciandomi lì come una cretina mentre dicevo :« una cas…..» andò da quel signore avvolto in una nuvola di fumo e si chinò quasi con tutto il corpo e disse :«buongiorno, le porto il solito?»
In realtà mi incazzai un bel po’, essere lasciata lì per correre da un altro cliente, ma chi era? Doveva essere una persona importante, un padrino siciliano? , mi voltai , lo guardai bene, aveva un viso familiare, occhiali , sigaretta….oh mio Dio!!! Era proprio lui in carne ed ossa (più carne che ossa!), non potevo sbagliarmi, chiamai il cameriere e gli chiesi conferma, ovvio che lui mi rispose con grande riservo e a monosillabi :« si, è Camilleri, sta in vacanza qui, lui vive a Roma, ma non lo importuni con sciocchezze, non sa quanto più essere scorbutico la mattina e soprattutto quando sta pensando al suo nuovo romanzo!»
Avevo il cuore che mi usciva fuori dallo sterno, nemmeno avessi visto Osvaldo o Cortes o che ne so chi, l’uomo della pioggia!!! Dovevo assolutamente parlarci, inventarmi qualcosa per catturare la sua attenzione, frugai nel borsone per vedere se avessi portato il suo libro “ i racconti di Nenè” (che non avevo ancora iniziato a leggere) quale migliore occasione per attaccare bottone e scucirgli almeno un autografo?
Ho letto molti dei suoi libri ancora prima che Montalbano diventasse un personaggio televisivo e mi sono divertita con le battute di Catarella e le imprese di Mimì Augello.
Ok, mi butto alla fine mi potrà solo dire di non rompere i cabbasisi (i coglioni) per usare l’italiano.
Mi alzo con fare quasi casuale, poggio la borsa sulla sedia, prendo una sigaretta e…non ho l’accendino! O meglio faccio finta di non averlo.
«mi scusi, ho visto che sta fumando, potrebbe prestarmi l’accendino ? il mio non lo trovo più e…»
«prego, accenda “questa” sigaretta e…»
« ma io la conosco, lei è Camilleri, sa quante volte ho sperato di incontrarla a Roma, mi hanno detto che la mattina passeggia nel quartiere Prati, dove abita»
“«ed è venuta fino a Vigata a dirmi sta minchiata?»
«no, sono venuta per rilassarmi, e per vedere i posti che ho visto con gli occhi dell’immaginazione attraverso i suoi libri, le basta come risposta?»
Non mi resi conto di aver risposto abbastanza indispettita e subito lui incalzò :« ma no, si figuri, le sono grata assai per aver letto i miei libri, le sono piaciuti almeno?»
«oh….dottor Camilleri, li ho adorati da subito, il primo libro che lessi fu un mese con Montalbano, 30 racconti avvincenti che mi hanno fatto conoscere Salvo e la sua casa, vicino al mare, consideri che ancora non era uscita la serie televisiva !»
«adesso ho qui questo libro che dovrei leggere ma da quando sono in Sicilia non riesco a staccare gli occhi dai paesaggi, dal mare e la cosa mi rilassa davvero tanto. Ma lei come fa a vivere a Roma ? io ci vivrei in eterno qui!»
« vede, la vita spesso ci porta lontano dai luoghi di nascita perché quando poi ci torniamo possiamo gioire ancora di più, se vivessi qui forse mi annoierei e non potrei scrivere di questi posti »
Era pacato, si accese un’altra sigaretta, era vero che fumava come un turco e la sua voce roca e cadenzata lo dimostrava, anche il suo respiro a volte sembrava fermarsi.
«ma non mi chiami dottore, qui sono Andrea , ma lei come si chiama?»
«mi chiamo Alice, e se avessi potuto essere una eroina dei suoi romanzi avrei voluto somigliare a Livia, l’eterna fidanzata di Montalbano, ma perché non li fa sposare? Perché lei sta sempre a Genova?»
“«eh, ma quante domande tutte insieme , Livia e Salvo devono stare lontani, pecchè loro si amano così, lievemente , lei c’è, ma è discreta a parte qualche “azzuffatella” al telefono perché lui ha sempre da fare al suo commissariato e quindi Livia è gelosa del lavoro di Salvo! »
Mi scappò una risata sonora e lui mi guardò sorridendo, spense la sigaretta e iniziò a sorseggiare la sua limonata , con una mano chiamò il cameriere che si fiondò lì e mi indicò, «cosa prende la signora? Offro io!» e mi invitò con un gesto a sedersi al suo tavolo , « una limonata, come la sua…»avevo dimenticato la cassata, ma ero così presa dal sommo che volevo sorseggiare la sua stessa bibita.Mi sedetti, arrivò subito la mia limonata , e il sommo continuò dicendo :« ma lei non è mica una giornalista?» «no, no, per carità, io sono una maestra di scuola d’Infanzia» lui sorrise e disse « sa, ho dei nipotini a Roma, li adoro!»
Dopo un attimo di esitazione, ripresi a parlare nella speranza che non mi liquidasse e per questo motivo la mia limonata ancora stava lì, ne avevo bevuto un sorsetto piccolo.
« a volte penso che Montalbano sia solo, che non abbia il fegato di convivere con Livia, si accontenta di Adelina che è una bravissima cuoca e gli lascia sempre qualche piatto siciliano nel frigorifero o nel forno per la cena e abbondanti piatti di pesce, il suo cibo preferito. Raramente accade invece che trovi il piatto principe di Adelina, la pasta ‘ncasciata …. Anche a lei piace?»
« chi Livia, Adelina o la pasta ‘ncasciata? »
Fece una pausa e disse «montalbano è omo di ciriveddro e d’intuito, iddu è….cangevole d’umore e le fimmine lo adorano, iddu lu sa, ma non si lascia confonnere , poi quando mangia lui vuole stare in silenzio ed una fimmina parlerebbe troppo, come sta facendo lei!…l’ adenzia (l’aiuto) della cameriera Adelina scorbutica ma fedele donna di servizio, a lui basta »
In pratica aveva detto che io parlavo troppo! Che tipo però, e pensare che ancora avevo mille domande da fargli, la mia mente iniziava a vagare fra i tanti personaggi e le trame dei suoi romanzi , sempre avvincenti dove il noir si mescola con la vita malavitosa della Sicilia.
Eppure stavo seduta con il Sommo e quasi non mi rendevo conto, lui era riuscito ad infondermi quella calma proverbiale che mostra sempre nelle poche interviste che rilascia, e non riuscivo a domandargli nulla.
Mi chiese cosa facessi per campare, scandendo con la sua voce rauca ogni singola sillaba, con un tono quasi ironico; io risposi che facevo la maestra dell’asilo (così mi avrebbe capito subito) ma che il mio sogno era scrivere un libro, mi guardò con un sorriso e disse con una calata siciliana ma in perfetto italiano :« vuoi fare la scrittrice, quasi tutti desiderano scrivere qualcosa che li renda immortali e famosi… ma scrivere richiede sacrificio, conoscenza e tanta dedizione …»
«no» risposi « io voglio scrivere perché rimanga qualcosa della mia anima quando non ci sarò più (spero il più tardi possibile!) voglio scrivere per far vivere i miei sogni, per rinascere nei personaggi che descrivo, per amare i personaggi di cui parlo!, voglio scrivere perché sento di poter dire tante cose , e non ultimo con la penna vorrei uccidere i miei fantasmi, seppellire i miei nemici, e liberare la mia fantasia!»
«basta ….alla giente non gliene cataffotte n’anticchia di questi discorsi! » e accennò ad un sorriso
Presi la palla al balzo per sorseggiare la limonata e ammirare il paesaggio che riconoscevo bene e gli chiesi se la casa di Montalbano sul mare fosse abusiva , e lui con un fare quasi scontato mi disse di si, come del resto tutte quelle case a punta Sicca , un luogo speciale era quello!
Rimasi in silenzio, sorseggiai la mia limonata, aspettai un cenno del sommo, lui accese un’altra sigaretta e mi guardò dicendo « queste sigarette saranno la mia rovina, ma non posso pensare di smettere.”»
Presi dalla borsa il mio pacchetto di Phil Morris , lentamente presi una sigaretta e risposi «mi fa accendere?» «con piacere “ rispose lui.
Rimanemmo in silenzio a fumare, mentre lui guardava il mare….
Poi lui si alzò, mi guardò e disse « il romanzo mi chiama, vado a finire la mia ultima fatica, avrei voluto rimanere qui, ma l’editore preme. Se lei mi da il suo indirizzo le mando una copia autografata»
No stavo nella pelle, presi la mia agendina, strappai un foglio e scrissi tutto, compreso il mio indirizzo di posta elettronica .
« grazie Alice, buona vacanza , si riposi e pensi ai suoi piccoli alunni…»
« grazie a lei, buon lavoro, spero di ricevere presto la copia della sua ultima fatica!»
Lentamente si alzò, mi strinse la mano e si allontanò.
Non dimenticherò mai quella vacanza in Sicilia.

 

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IL POMO DELLA DISCORDIA ( la storia vera! )

” A decidere chi è la più bella dell’Olimpo sarà Paride, figlio di Priamo” così sentenziò Zeus;
e a pensare che Paride non doveva nemmeno nascere, lui sarebbe stato la rovina di Troia,Cassandra lo diceva, ma nessuno se la filava…. e Ecuba lo mise al mondo, contro ogni volere degli indovini e dei maghi della corte di re Priamo, allora il re lo diede ad un pastore e gli ordinò di lasciarlo morire, ma Paride non morì… venne allattato da un’orsa, porca Troia….è il caso di dire!!!!! di certo se Paride non fosse nato ,Troia non avrebbe fatto una brutta fine.
Dunque , eravamo rimasti alla decisione che avrebbe cambiato le sorti di quella …eccentrica città.
Ma iniziamo dal principio, Zeus o Giove (che dir si voglia) era il più grande maiale dell’Olimpo, ma lui era il capo di tutta la ciurma e se lo poteva permettere .
Sempre a caccia di ninfette , bastava che lui alzasse un dito ed erano…fulmini e saette e le gentili dee si concedevano al grande capo senza fare storie.
Zeus era molto indaffarato a preparare le nozze di sua figlia Tetide che prendeva in sposo Peleo (dalla loro unione sarebbe nato Achille) .
Adesso vi racconto come fu il loro primo incontro….
Peleo , in pratica voleva a tutti i costi Tedide e l’aspettò dietro una grotta , lei arrivò e lui non ci capì più nulla, si addossò su di lei ma lei reagì come una furia e si trasformò più volte in in esseri ripugnanti, ma lui gli rese pan per focaccia e alla fine Tetide ne fu soprafatta ..piacevolmente e si amarono nei modi più…variegati.
Così Zeus decise di farli sposare e si mise all’opera per organizzare una festa grandiosa; c’erano tutti, perfino Plutone che contrallava i suoi interessi, visto che aveva concesso un grosso prestito a Zeus per organizzare questo sfarzoso matrimonio , c’era poi Ermes, ladro gentiluomo e messaggero degli dei che per l’occasione aveva infiocchettato le sue scarpette con le ali , tanto che Ganimede, mentre mesceva il nettare lo guardava con desiderio…, vicino c’era Apollo che aveva lasciato il sole nel carro e si era ubriacato come un maiale e sulla terra si chiedevano perchè fosse giorno ormai da 48 ore!!!!…..
Seduto due tavoli più giù c’era Eros che stanco di lanciare frecce ,lasciò incostudito l’arco e la faretra ed un paio di ninfette mezze sceme iniziarono a fare il tiro al bersaglio ; non potete immaginare che fughe “amorose” ci furono alla ricerca di posti…appartati!!! insomma c’erano proprio tutti.
Era, la moglie di Zeus faceva un figurone, il suo consorte non aveva badato a spese : bel vestitino…bella acconciatura… anche se ,in realtà, Zeus si era un po’ incazzato…troppi quattrini….per un matrimonio e poi c’erano anche le altre figlie…un salasso…..
Dicevo, c’erano tutte le dee più gettonate e famose dell’Olimpo e tutto filava liscio, cibo e vino a volontà, gli sposi non vedevano l’ora di filare per partire per loro viaggio di nozze a metà fra il mare e la terra.
Mentre l’Olimpo era in festa accadde una cosa non prevista da Zeus, anche se avrebbe dovuto aspettarsela…….
Arrivò Eris, la dea della discordia, non era stata invitata alla festa di nozze poichè Giove, sapendo come fosse difficile il menage coniugale non poteva invitare una che metteva zizzania…..,Lei

poteva far litigare subito gli sposini e il re dell’Olimpo avrebbe dovuto provvedere di nuovo al mantenimento della figlia.
Ma Eris, incazzata più che mai decise di lanciare la sua sfida…..avrebbe innescato la disputa più famosa di tutta la storia dell’antica Grecia che avrebbe dato tanto da pensare anche a noi , esseri viventi dell’era moderna, motorizzati,computerizzati ed estremamente…..civilizzati (si fa per dire!!!!).
Eris si avvicinò al tavolo e vi gettò sopra una mela d’oro e con voce ferma e sicura disse: “Alla più bella”
Giove si vide rotolare fra le mani questa “mela…. bollente” e sapeva benissimo come erano permalose le dee , con loro non poteva permettersi il benchè minimo errore di valutazione….semmai avesse dovuto sceglier la più brava in cucina o la più saggia ,le perdenti non si sarebbero urtate più di tanto, ma parlare di bellezza….
Giove era in forte imbarazzo, non sapeva che fare.
Ai nostri tempi Enzo Mirigliani non avrebbe tentennato nemmeno un attimo, avrebbe allestito il più bel concorso di “miss Olimpo” con ingaggi ed introiti da paura….
Ma Giove non seppe fiutare l’affare e consigliato da un amico lasciò l’arduo compito della scelta a a lui, il pastorello, allattato da un’orsa, figlio rinnegato di Priamo, Paride.
Intanto Paride viveva tranquillo in mezzo alle sue pecore e mai si sarebbe sognato di essere chiamato ad esprimere un giudizio così importante.
Così Giove sentenziò:
” A decidere chi è la più bella dell’Olimpo sarà Paride, figlio di Priamo”
Atena Era e Afrodite fra queste tre doveva decidere il povero Paride.
Tre iene , pronte a fare di tutto per aggiudicarsi la mela d’oro, anche a ricorrere ai più subdoli inganni.
Ognuna di loro offrì qualcosa di grande a Paride.
Lui però si volle togliere qualche soddisfazione prima di scegliere e le fece spogliare.
Le dee non se lo fecero dire due volte e si tolsero le vesti così da potersi mostrare senza pudori.
Paride che aveva solo visto pecore e capre in vita sua venne travolto da quello spettacolo sublime così tanto da …..(omissis)

Era promise a Paride di farlo diventare l’uomo più potente di tutta l’ Asia se solo lui l’avesse scelta.
Paride nn sapeva nemmeno cosa fosse l’Asia, quali fossero i suoi confini, e poi che farsene della potenza?
Atena invece puntò sulla saggezza e sull’intelligenza promettendo a Paride , di farlo ricordare come come l’uomo più saggio ed intelligente del mondo.
Ma a Paride non serviva l’intelligenza per badare alle pecore….
Fu la volta di Afrodite, la sua promessa fu di certo la più allettante .
Promise a Paride una cosa formidabile ……la gnocca più gnocca di tutta la Grecia, cioè Elena di Troia
Si rivolse a lui promettendogli sia la bellezza e donne a volontà che lei….Elena , bella fra le belle di tutte le mortali.
Indovinate un po’ chi scelse Paride,figlio di Priamo?

Scelse Afrodite…….
Morale della favola: ” MEGLIO FOTTERE CHE COMANDARE”

ANCHE SE NON STO A RACCONTARVI IL SEGUITO DELLA STORIA
SAPPIATE CHE PARIDE EBBE ELENA.
ERA E ATENA MEDITARONO ATROCI VENDETTE SUI TROIANI
MA PARIDE SI FECE LE PIU ‘ BELLE TROMBATE DELLA STORIA DELLA GRECIA ANTICA…

Alice

 

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Punti di vista

 

punti di vista

Sto perdendo tempo, non mi riesce , è un compito difficile per me, non sono pronta, le mie energie sono focalizzate su altre cose, non riesco ad esprimere la mia creatività.

Una sequela di “non ci riesco” era diventato il suo pane quotidiano, come può una mente appiattirsi così? Come può spegnersi ogni idea?

Ricominciamo, era una sera buia di quelle senza luna  e  Sandra  doveva  tornare a casa , aveva paura dei cani e  si guardava intorno , l’ insicurezza che  di solito   mascherava   benissimo,  le stava   creando  dei  problemi e  ultimamente  i suoi ” non ci riesco” erano troppi; e poi  che era questa strana paura dei cani? Sentiva un brivido lungo la schiena al pensiero di venir assalita alle spalle da cani randagi.

Maledetto tempo, iniziava a piovere e Sandra doveva allungare il passo, doveva pure sbrigarsi, aveva delle cose da fare a casa e pensava :” non ce la posso fare, devo scrivere un racconto , fare un esercizio, Gianni lo aveva già fatto ed era stato lui a sceglierne la tipologia , in pratica doveva essere una composizione  libera ma raccontata dal punto di vista di due persone  diverse, insomma un incrocio. Potevo ambientarlo ovunque e scegliere la situazione, potevo  fare come mi pare, purché i protagonisti dovevano essere  coinvolti (direttamente o indirettamente).

Sandra non aveva idee, aveva già letto l’elaborato di Gianni e lo trovava molto carino, scorrevole , leggibile.

Cosa poteva scrivere lei? Aveva un vuoto , non ce la poteva fare .

“non je la posso fa, non je la posso fa, ma che scrivo ora? Ma in fondo mi va di scrivere ? no .

Ma che mi sta succedendo ? Oddio  che è questo rumore? Non sarà mica un cane?”

Sandra iniziò a correre e lo zainetto si sfilò dalla spalla e tutto il contenuto si rovesciò per terra.

“Cazzo cazzo cazzo !!!! ma perché non chiudo mai lo zaino? E’ che non sono capace a chiudere le cose io, no non ci riesco, mi pervade un senso di abbandono terribile, ma ora basta!!”

Raccolse tutto da terra, pezzo dopo pezzo mentre pensava  fra se : “  ma perché devo scrivere? Io invece di scrivere vorrei che Gianni mi saltasse addosso , mi riempisse di morsi in posti non visibili, che mi sbattesse su un letto, che mi facesse gridare. Vorrei poterlo sbranare, fare di tutto, altro che scrivere! vorrei che la mattina mi dicesse -buongiorno stronza!! Non lo sai che la vita non va sempre come vorresti tu?-”

Rimise tutto nella borsa, buttò gli occhi per terra per vedere se c’era qualche altra cosa.

“ altro che scrivere!! ma domani  glielo dico, mi dovrà rispondere, si o no (so già che sarà un no secco) manco mi risponderà, anzi farà di peggio, interromperà la nostra collaborazione .Farà lo “gnorri”  e poi lo so che non pensa affatto a me, è una barriera mentale, non si è mai posto nemmeno il problema, non ha mai pensato a me come una  con cui poter intrattenere una relazione, lo ha rifiutato a priori, non sono carina , ok, non sono il suo tipo, ok, ebbene lui è il mio tipo e non sa cosa si perde, a parte il sesso! Ed io non voglio arrendermi così passivamente. Si ,mi piace scrivere ,  e pure molto,ma mi piace pure lui, uffa! Perché devo prendere sempre sberle? Eppure potrebbe  dirmi di prendere un caffè insieme, non dico al blumoon ma da qualche altra parte, il mondo è pieno di bar!!“

Certo era un periodo di alti e bassi per Sandra , e per quanto avesse tenuto duro per mesi tutto stava crollando, lei provava a ricostruire , metteva tre mattoni e ne crollavano quattro, stava pure diventando maldestra! Ma non perdeva mai la speranza e non smetteva mai di coltivare i suoi sogni !

Arrivò a casa in tempo   prima  dell’arrivo del temporale, nessun cane l’aveva inseguita , si mise i suo pigiamone e iniziò  a  scrivere questo racconto per Gianni.

“Sto perdendo tempo, non mi riesce , è un compito difficile per me, non sono pronta, le mie energie sono focalizzate su altre cose, non riesco ad esprimere la mia creatività. Mi dispiace non je la posso fa!

Ricominciamo, ci provo ….. Era una sera buia di quelle senza luna e Sandra…..”

Che schifo di racconto cosa penserà Gianni? In fondo è lui il

co-protagonista e antagonista nello stesso tempo.

Rimarrà piacevolmente sorpreso? Sarà indifferente? Questioni di …..punti di vista!!!!!

Questo Sandra lo saprà domani, semmai Gianni risponderà alle sue domande.

Alice.

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Gli 82 Comandamenti di Alejandro Jodorowsky per essere felici

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1. Focalizza la tua attenzione su te stesso. Sii cosciente in ogni momento di ciò che stai pensando, percependo, provando, desiderando e facendo.

2. Finisci sempre ciò che hai iniziato.

3. Qualunque cosa tu stia facendo, falla nel miglior modo possibile.

4. Non attaccarti a niente che possa distruggerti nel corso del tempo.

5. Sviluppa la tua generosità – ma fallo segretamente.

6. Tratta chiunque come se fosse un parente stretto.

7. Organizza quello che hai disorganizzato.

8. Impara a ricevere e ringrazia per ogni regalo ricevuto.

9. Smetti di definire te stesso.

10. Non mentire e non rubare, perché facendolo menti a te stesso e rubi a te stesso.

11. Aiuta il tuo vicino, ma non renderlo dipendente.

12. Non incoraggiare altri ad imitarti.

13. Fai piani di lavoro e portali a termine.

14. Non occupare troppo spazio.

15. Non fare movimenti o suoni inutili.

16. Se ti manca la fede, fingi di averla.

17. Non permettere a te stesso di essere impressionato da personalità forti.

18. Non considerare nessuno e niente come di tuo possesso.

19. Condividi equamente.

20. Non sedurre.

21. Dormi e mangia solo il necessario.

22. Non parlare dei tuoi problemi personali.

23. Non esprimere giudizi o critiche quando sei ignorante della maggior parte dei fattori coinvolti.

24. Non instaurare amicizie inutili.

25. Non seguire le mode.

26. Non vendere te stesso.

27. Rispetta i contratti che hai firmato.

28. Sii puntuale.

29. Non invidiare mai la fortuna o il successo di qualcuno.

30. Non dire più del necessario.

31. Non pensare ai profitti che il tuo lavoro genererà.

32. Non minacciare nessuno.

33. Mantieni le tue promesse.

34. Nelle discussioni, mettiti al posto dell’altra persona.

35. Ammetti che qualcun altro potrebbe essere superiore a te.

36. Non eliminare, trasforma.

37. Sconfiggi le tue paure, perché ognuna di loro rappresenta un desiderio camuffato.

38. Aiuta gli altri ad aiutare se stessi.

39. Sconfiggi le tue avversioni e avvicinati a coloro che ti inspirano rifiuto.

40. Non reagire a ciò che gli altri dicono di te, che siano lodi o colpe.

41. Trasforma il tuo orgoglio in dignità.

42. Trasforma la tua rabbia in creatività.

43. Trasforma la tua avidità in rispetto per la bellezza.

44. Trasforma la tua invidia in ammirazione per i valori dell’altro.

45. Trasforma il tuo odio in carità.

46. Non elogiare né insultare mai te stesso.

47. Considera ciò che non ti appartiene come se ti appartenesse.

48. Non protestare.

49. Sviluppa la tua immaginazione.

50. Non dare mai ordini per ottenere soddisfazione dall’essere ubbidito.

51. Paga per i servizi eseguiti per te.

52. Non fare proseliti del tuo lavoro o delle tue idee.

53. Non tentare di far provare agli altri nei tuoi confronti emozioni come pietà, ammirazione, compassione o complicità.

54. Non tentare di distinguerti con la tua apparenza.

55. Non contraddire; piuttosto, resta in silenzio.

56. Non contrarre debiti; acquista e paga immediatamente.

57. Se offendi qualcuno, chiedi il suo perdono; se hai offeso qualcuno pubblicamente, scusati pubblicamente.

58. Quando realizzi di aver detto qualcosa di sbagliato, non persistere nell’errore per orgoglio; piuttosto, ritratta immediatamente.

59. Non difendere le tue vecchie idee semplicemente perché sei colui che le ha espresse.

60. Non tenere oggetti inutili.

61. Non adornare te stesso con idee esotiche.

62. Non tenere le tue fotografie con persone famose.

63. Non giustificarti con nessuno e tieni per te le tue opinioni.

64. Non definire te stesso in base a ciò che possiedi.

65. Non parlare a te stesso senza considerare che potresti cambiare.

66. Accetta che niente ti appartiene.

67. Quando qualcuno chiede la tua opinione circa qualcosa o qualcuno, parla solo delle sue qualità.

68. Quando ti ammali, considera la tua malattia come il tuo maestro, non come qualcosa da odiare.

69. Osserva direttamente e non nasconderti.

70. Non dimenticare i morti cari, ma concedi loro uno spazio limitato e non permettergli di invadere la tua vita.

71. Ovunque tu viva, trova sempre uno spazio da dedicare al sacro.

72. Quando offri un servizio, rendi il tuo sforzo poco appariscente.

73. Se decidi di lavorare per aiutare gli altri, fallo con piacere.

74. Se stai esitando tra il fare e il non fare, corri il rischio del fare.

75. Non tentare di essere tutto per il tuo sposo/la tua sposa; accetta che ci siano cose che non puoi dargli/darle ma che altre persone possono.

76. Quando qualcuno sta parlando ad un pubblico interessato, non contraddire quella persona e non rubare il suo pubblico.

77. Vivi dei soldi che hai guadagnato.

78. Non vantarti mai delle avventure amorose.

79. Non glorificare mai la tua debolezza.

80. Non fare visita a qualcuno solo per passare il tempo.

81. Ottieni cose per poi condividerle.

82. Se stai meditando e il diavolo appare, fai meditare anche il diavolo

DOMANDA : MA  IO VOGLIO ESSERE  FELICE?

BUON FINE SETTIMANA

ALICE.

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perchè scrivere un blog?

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Cosa vogliamo trasmettere quando scriviamo sul blog? di tutto e di più ( forse).

Molto tempo fa avevo un blog, una bella soddisfazione, dopo poco tempo avevo già “intascato” oltre 1000 visite ( non c’era ancora facebook ) e il mio delizioso blog era diventato un bel salotto, tutti i giorni  lo aggiornavo,  lo sistemavo, era una mia creatura e gli volevo pure bene!  gli dedicavo  un po’ di tempo della mia giornata, era un momento di condivisione  con tutti quelli che passavano a trovarmi!

A volte prendevo spunto dagli accadimenti della giornata, in quel caso assumeva i connotati di un diario, altre volte scrivevo a fiume, inventavo storie, scrivevo cazzate( le scrivo ancora).

Oggi mi trovo qui, in questo spazio su wordpress, ho  iniziato   con Matteo questa avventura,( non è iniziata molto bene !!) .

La verità è che scrivere un blog e cercare  di essere letti e seguiti è molto difficile poichè  il panorama è ampio, variegato .

Continueremo ? chissà! io dico di si.

Troveremo sicuramente molto da scrivere!

 

Scegliete-la-Vostra-Piattaforma-Blog

 

 

 

 

 

 

 

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Ore contate per i bugiardi!!

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BUGIARDI….AVETE LE ORE CONTATE!!!!

Tutti sogniamo un mondo in cui ognuno è sincero e fiducioso nei confronti dell’altro e viene a sua volta ripagato con pari sincerità. Ma sarebbe migliore un mondo senza menzogna? Potremmo vivere senza mentire, senza ingannare, senza “essere mentiti” ed ingannati? Se tutti dicessero sempre e comunque la verità, tutta la verità e nient’altro che la verità ci sarebbe ancora una differenza, per esempio, tra buona educazione ed ipocrisia tra il fare di necessità virtù ed autoinganno, tra misericordia e bugie pietose, tra riserbo e dissimulazione? Come avremmo potuto sottrarci alle fiere, proteggere poche razioni di cibo dai predatori, difenderci da chi era più forte di noi se non ingannando, simulando, falsificando? E la realtà può ingannare?
Visto che diversamente da Pinocchio, l’essere umano non ha un segno specifico che segnala all’esterno che sta mentendo, quali sono i contenuti dei messaggi e le tracce nel comportamento non verbale che possono rappresentare degli indizi affidabili di menzogna o di sincerità?
Ma …….
siete stati sempre sinceri? o vi è capitato di raccontare qualche bugia? da ora in poi dovete stare più attenti perchè, se state mentendo, c’è un modo per essere scoperti e la scoperta sensazionale viene proprio da due ricercatori italiani di Verona che hanno scoperto quale sia l’area del cervello dove si ” leggono” le bugie e se stimolata con una lievissima corrente, la corteccia reagisce con tempi diversi se si nega un fatto realmente accaduto .LA SPERIMENTAZIONE E’ STATA EFFETTUATA SU UN NUMERO DI PERSONE E IN TUTTI I CASI SONO STATI SCOPERTI I BUGIARDI!!!!!!!

BUGIARDI….AVETE LE ORE CONTATE…

MI SONO DIVERTITA A CERCARE SUL WEB ALCUNI AFORISMI E DETTI SU….LE BUGIE
Se il tuo nemico spara balle, tu sparale più grosse, tanto chi vuoi che vada a controllarle.

Ci sono due tipi di storie, quelle che sono vere e quelle che dovrebbero esserlo.

“Decipi quam fallere est totius” (È più facile farsi ingannare che ingannare).

Non farmi domande e non ti dirò bugie

“È una bugia!” “Si, ma è così pittoresca.”.

Mendacem memorem esse oportet – conviene al bugiardo aver buona memoria. (Quintiliano)

Non ho mentito, ho solo partecipato volontariamente a una campagna di disinformazione

BUONA BUGIA A…..TUTTI!!!!!

by Alice

 

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Corsi e ricorsi storici

Ebbene si….  qualcosa da dire la trovo sempre ,pure di domenica pomeriggio .Oggi  ” corsi e ricorsi storici” teoria del filosofo Gianbattista Vico; lungi da me voler filosofare sulla teoria umana del Vico , fra le altre cose molto originale , poiché era convinto che la storia fosse caratterizzata dal continuo e incessante ripetersi di tre cicli distinti: l’età primitiva, l’età eroica, l’età civile . Il continuo ripetersi di queste età non avveniva per caso ma erano regolamentate, se così si può dire, dalla provvidenza. Stavo pensando che alcuni ritorni non sono disegnati dalla provvidenza no …no… essi arrivano da soli, devastano e poi se ne vanno facendoti attraversare l’età primitiva (poiché non capisci la portata della situazione) l’età eroica ( nella quale ti senti come un’eroina del cinema) ed infine l’età INcivile ( dove riesci a toccare il fondo nel modo più incivile che puoi) .
Quando pensi che tutto sia finito ricomincia il ciclo , nel frattempo tu ti sei costruita mattone sopra mattone un’altra “identità” , hai sgobbato,hai pianto,hai riso, ti sei incazzata, sei passata agli occhi di molti come una stronza , saccente,egocentrica….eppure ce l’hai fatta e sei fiera di te!!! Però ritornano sempre , sono come gli incubi che ti svegliano la notte e quando ti riaddormenti il sogno riparte da dove lo avevi lasciato…il solito incubo!!!!!
Ciò che continuo a sperare ogni giorno guardando le informazioni che viaggiano in rete alla velocità della luce, è che uno di questi giorni io possa improvvisamente assistere ad un bagliore così potente, fosse anche per una frazione di secondo, che illumini me e fulmini qualcuno!!!!!….. non intendo che  debba e morire carbonizzato ma folgorato dalla più bella intuizione della sua  vita …..che un triangolo non è un quadrato!!!!!! e che il calcietto non esiste!!!! semmai il calcetto …..che scrittori si nasce e correttori di bozze si diventa…..ma stronzi ci si nasce , ci si cresce e con grande impegno ci si mantiene!!!!!!

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