Pubblicato in: io e Matteo

TRENO REGIONALE 23654

Il treno era stranamente vuoto…seduta nel vagone di coda vedevo il capotreno, che annunciava stancamente al microfono l’arrivo alla stazione San Pietro …4 posti tutti per me , stavo forse sognando? Esaminai le magliette acquistate a via Nazionale con aria di soddisfazione, poi il vestitino e infine le scarpe (basse e colorate) . Caldo ,faceva molto caldo, il vino bevuto a pranzo in quel posto delizioso, poi la corsa …la metro chiusa…ancora corsa …trinità del Monti …acchiappare un taxi al volo per arrivare alla stazione Termini …era accaduto tutto sì. … ora lo rivedevo al rallentatore….un rewind divertente! ! Presi il cellulare, lui, l’uomo della pioggia, doveva essere su quel treno, avrebbe dovuto salire a S. Pietro, mentre scrivevo messaggi al vento il treno velocemente era arrivato a Ladispoli….avevo in mano tutto il primo capitolo del nostro libro corretto che aveva percorso con me le più belle vie di Roma. ..dal Teatro dell’Opera a via Margutta, dove i pittori fuori dalle loro botteghe osservavano i passanti che ammiravano i quadri.
Tutto ciò apparteneva già ai ricordi, tutto meravigliosamente bello, come le chiacchiere con Paola, mesi di vita da raccontare davanti ad una Roma così maestosa. Adesso mancava solo lui Matteo!
Din Din il cellulare reclamava risposta, era Matteo, ma era troppo tardi,dopo un breve gioco di “dove sei sono qui …non ti trovo..ma siamo sullo stesso treno” e due chiamate perse eravamo già a santa Marinella. Il capotreno alzò il citofono annunciando che eravamo arrivati a Civitavecchia. Riposi il manoscritto nella speranza di vedere Matteo in stazione ;stancamente mi avvia verso la porta ,scesi e fra la gente cercai il suo viso….era sparito..iniziai a correre sorpassai donne, uomini ,trolley….ma di lui nessuna traccia….uscii dal sottopassaggio ma era vuoto….
Ecco chi era lui….un effimera presenza… irraggiungibile …un sogno …un mistero sempre più fitto….
SECONDO ATTO:
Uscii dal sottopassaggio e mi recai di corsa sulla strada, ma non c’era…eppure non poteva essersi volatilizzato, inoltre Matteo non poteva correre a causa di una contrattura .
Mi sentivo osservata mi girai di scatto e vidi una luce , come un lampo che sembrava attraversare il muro perimetrale del sottopassaggio.
Un brivido freddo trapassò la mia schiena, un profumo acre e sconosciuto attraversò le mie narici arrivando dritto in gola, stordita come se avessi respirato etere persi la coscienza, o almeno credo.
A risvegliarmi da quello strano torpore fu una musica, mai sentita.
Suonata con strumenti da me sconosciuti che emettevano sequenze di note armoniose frammentato da vocalizzi formate da unioni di sillabe impronunciabili.
Dove mi trovavo? Un’aura bianca avvolgeva lo spazio intorno a me ed io non indossava nulla…il mio corpo era racchiuso in un involucro comodo che lasciava traspirare luce e calore.
Nessuno era lì, provai a gridare e l’involucro si tinse di rosso e la mia voce diventò rauca e i suoni emessi erano sillabe senza significato.
Chiusi gli occhi e cercai di calmarmi .
L’involucro cambiò colore diventò rosa.
Ma cosa diavolo stava accadendo? Dove mi trovavo?
Provai ad allontanarmi da quel posto ma l’involucro comandava i miei movimenti mi ritrovai senza camminare in una stanza con l’aurea celeste e lì un altro involucro si avvicinò delicatamente dicendo «stai tranquilla,nessuno ti farà del male»
«voglio tornare a casa …dove mi trovo? Chi siete? Cosa volete da me?»
«Tante domande fai…avrai le tue risposte»
Comunicava senza parlare, e il colore del mio involucro stava di nuovo cambiando …erano le emozioni a fa si che ciò accadesse.
Tutto era evanescente e il mio stato confusionale offuscata la mia ragione.
Improvvisamente una strana forza catapultò me e l’altro in un altro posto…un involucro verde mi sfiorò delicatamente e disse «mi cercavi fra la folla ma io era qui…»
Riconobbi la voce calda, gentile, sussurrata di Matteo e in un baleno collegai ….tutti i suoi scritti e i suoi racconti avevano una matrice comune….
Lui veniva dall’oltre…
Lui era oltre…..
Ma perché doveva capitare a me ?
E lui che sembrava capisse i miei pensieri pronunciò «tu sarai quella che prenderà il mio posto quando tornerò nel mio universo parallelo …tornerò dalla mia compagna ….tu avrai un compito importante ed io ti addestrerò per espletarlo nel migliore dei modi»
Ma cosa stava blaterando? Ma che stupido scherzo era quello?

TERZO ATTO
Il mio involucro assumeva colorazioni diverse ed in pochi secondi passava dal rosso acceso al rosa al verde, era un tumulto di emozioni, avrei voluto strapparmi via quella pelle innaturale ma non era possibile, avrei voluto fuggire da quel posto ma lui mi tratteneva con il pensiero, mi tratteneva nel suo pensiero ed io non dovevo far altro che ascoltare in silenzio la sua mente che iniziava a trasmettermi sensazioni di pace e serenità .
Lui si muoveva sicuro in quell’involucro e pian piano mi circondò tutta espandendosi e diventammo una sola materia io mi colorai del suo stesso colore, il mio cuore batteva così forte ma in un secondo si coordinò al suo …. adesso non sentivo più nulla che potesse definirsi umano, venivo presa per mano e portata lontano dai miei pensieri, dalle mie cure quotidiane per esplorare nuove dimensioni.
Non so quanto rimasi lì, ho goduto del piacere della conoscenza, di tutta la conoscenza del mondo ed oltre, un orgasmo infinito di pace e serenità.
Improvvisamente lui distaccò il suo involucro dal mio ed io rimasi sola, un distacco dolce ma amaro per la mia anima che voleva ancora gioire di quella fusione. Lui disse « ora inizierà il tuo addestramento, il mio tempo qui sta per finire ,sono arrivato da voi molti anni fa, ho vissuto a Firenze dove ho accolto altri esseri come me destinandoli in vari posti strategici nel vostro pianeta, ho partecipato attivamente alla vostre occupazioni di umani, cercando di capire i vostri bassi istinti, la cattiveria e l’inutile dispersione di energie vitali compensata da alcuni di voi che attraverso la spiritualità hanno raggiunto un buon grado di controllo ; ho sperimentato come le arti marziali aiutano l’uomo a crescere e dominare gli istinti per questo ho fatto un percorso che mi ha portato ad ottenere la cintura nera ;ora sono un guerriero sul vostro pianeta ; tornerò a Nurubi, quando le condizioni saranno favorevoli dal punto di transizione; ma prima dovevo trovare un umano che potesse continuare a guardare ed insegnare agli uomini la strada per la salvezza. »
L’addestramento fu lungo e doloroso, mi insegnò a dominare i miei istinti, gestire la mia rabbia, ad aprire gli occhi dell’anima
perché solo dopo avrei potuto usare la conoscenza che mi era stata trasmessa.
Essa si manifestava solo ed esclusivamente dopo che avessi raggiunto una disciplina ferrea nella gestione delle passioni e delle pulsioni.
Il compito era delicato e lui era convinto di aver scelto bene, mi aveva messo alla prova , mi aveva osservata, aveva letto i miei scritti …. sapeva che si sarebbe potuto fidare della mia empatia.
Ero preoccupata di non essere all’altezza e nello stesso tempo disperata perché non lo avrei più visto.
Il mio tempo lì era finito, lui decise che ero pronta, per l’ultima volta i nostri involucri si unirono di nuovo, mi trasmise il resto della conoscenza, era una sublimazione dell’anima e del corpo, era un ‘aura splendente che infondeva calore e sicurezza.
ATTO QUARTO
Mi ritrovai fuori dalla stazione vicina al muro perimetrale del sottopassaggio, erano le 16,20 circa.
Il tempo non era passato per me, ricomincia a sentire il caldo, l’involucro aveva lasciato sulla mia pelle un profumo intenso di fiori di bach, ero serena, iniziai a camminare verso la mia auto quando apparve di lato a me un vortice di luce che mi girò intorno.
Sapevo che era lui, era il suo modo di salutarmi, lo avrei visto ancora come umano, il suo ultimo compito sulla terra era quello di pubblicare un libro sulla macchina del tempo, argomento così inflazionato dagli umani ma , a modo suo voleva lasciare la sua impronta.
Mai umani potranno capire cosa sto provando, e mai umani sapranno quello che so io.
Il mio compito sarà di guidarli, inconsapevolmente verso una strada di conoscenza e di pace ;
Da oggi faccio parte della schiera di umani (pochi) che conoscono .

Alice

mutiverse

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Pubblicato in: io e Matteo

Io , Matteo e la lavatrice

Ieri sera in chat di fb ho parlato un pochino  con Matteo, anzi, per essere precisi gli ho chiesto se potevo pubblicare qui sul blog un mio racconto “ Blumon” .Tale racconto è frutto di una delle nostre prime collaborazioni ed è un po’ piccante, per cui ho chiesto il consenso al comproprietario del blog.
Lui per tutta risposta scrive« puoi pubblicare quello che vuoi!» e aggiunge «sto facendo la lavatrice!»
Passa circa mezz’ora e io rispondo « grazie Matteo! Appena ho un po’ di tempo lo pubblicherò»
Subito lui mi risponde con una scarica di emoticon sorridenti « io sto alla seconda! ( lavatrice)»
Non so perché l’idea della lavatrice mi ha fatto pensare ad una cosa piacevole che si fa in due  😉
E non potevo non rispondere usando tutta la malizia che alle 23,30 si scatena nella mente di una donna.
( non mi chiedete perché le 23,30…non lo so, mi è venuto da scrivere così!!)
«Oddio….che mi perdo ,Matteo!! Pure due di fila! Sei un grande! Di certo ,se motivato , riesci pure ad arrivare a tre!!! ho un paio di lavatrici arretrate! Ti aspetto??? La mia ha pure la centrifuga a 1200 giri!!»
Inutile dire che Matteo si è fatto una gran risata e non mi ha preso sul serio, del resto la nostra amicizia prevede anche questi piccoli sketch, di solito sono io ad innescare la miccia la mattina! ( quando mi gira bene)  Lui è sempre molto tranquillo, ma sono sicura che mi aspetta , anzi se lo aspetta ! queste mie attenzioni e provocazioni ormai fanno parte del gioco!
Matteo mi dice sempre che sono tremenda! Ma questa della lavatrice non potevo farla passare così … andava assolutamente commentata!
A volte basta poco per rendere piacevole e divertente una giornata che senza un po’ di pepe sarebbe piatta e monotona.
Grazie Matteo di esistere!
P.S : Vorrei proporti una lavatrice che consente di caricare oltre 7 chili e mezzo di bucato, ha un ciclo più lungo ma potresti risparmiare un lavaggio! ( afferra al volo la sottile battuta)
Buona serata a tutti
Alice.

richtig-waschen-t