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la biblioteca

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La biblioteca , quella in via del Pincio era fra le più antiche di Milano, e lui c’era sempre stato, o almeno così dicevano i pochi che la frequentavano.

Di solito i bibliotecari tengono i libri ordinati negli scaffali, registrano con meticolosità gli utenti e scrutano coloro che vengono a prendere in prestito i libri, come se volesse mettere a nudo i loro pensieri .
Ma lui era diverso, sapeva dove erano sistemati tutti i libri e spesso li lasciava respirare sopra i tavoli , li spostava delicatamente da un posto all’altro per fargli vedere la luce che passava dalle grandi e alte finestre ; lui sapeva bene a chi consegnare la sua preziosa merce, se non sentiva amore per i libri con gentilezza sussurrava che quel libro non era in biblioteca .
Quel luogo non era molto frequentato, con l’uso massiccio di internet, la biblioteca era diventata un posto ameno, adatto alla gente un po’ retrò che amava ancora l’odore della carta, il fruscio delle pagine che vengono voltate e la magia di quel posto silenzioso ma carico di parole.
Lo sapeva bene lei che si recava lì quasi tutti i pomeriggi.
Lucia non poteva fare a meno di andare lì, e Morgan l’aspettava , il libro era sopra un tavolo nella zona riservata a chi voleva stare in disparte.
Morgan sceglieva con cura il libro, come un amante sceglie il luogo dell’incontro.
Lucia si preparava ad entrare il biblioteca, come una donna si prepara ad un incontro d’amore .
I loro sguardi si incrociavano dal momento che lei entrava ,il bibliotecario la seguiva con gli occhi, il suo incedere lento e sinuoso, le gambe lunghe e magre , il suo fondoschiena , e come faceva sempre si voltava e lo fissava con quegli occhi magnetici , cerulei.
Era il solito gioco che si consumava fra le mura di quel posto….
(continua)