Pubblicato in: racconti, senti...menti

Binari alternativi di vita.

 

Da dove inizio? Dal mio nome , mi chiamo Elisa, non di  Rivombrosa, l’errore comune che fanno in molti è quello di associare il nome di una persona appena conosciuta col nome di un’altra , famosa o no, ma conosciuta, quasi a voler accomunarne pure la personalità.

Ora,  mi chiamo Elisa e sono unica ed irripetibile! (come tutte le persone di questa terra) e qui scatta il meccanismo  che non riesco a capire:  dico terra e la mia testa parte , penso a panorami mozzafiato, a prati immensi di fiori di lenticchie di  Castelluccio oppure a sterminate pianure francesi colorate di lilla e riesco pure a sentire il profumo della lavanda!

La mia giornata inizia sempre con una lotta paurosa fra il letto e il pavimento, il letto rappresenta il sogno e il pavimento la realtà.

Una volta scesa dal letto e toccato con i piedi il pavimento ( rigorosamente con il piede destro, visto che sono pure mostruosamente superstiziosa) inizia il calvario, catapultata in un mondo che sento non appartenermi,  poichè tutti, e dico tutti ,siamo addestrati a fare o non fare determinate cose e pure io non faccio eccezione, addomesticata alla perfezione tanto da scindere Elisa in due parti: una perfettamente lucida e razionale , visibile al mondo intero e l’altra Elisa, niente sostanza, tutte bolle di sapone, leggere e colorate  che si lascia trasportare morbidamente dall’aria.

Ah ….  che bello quando qualcuno  mi chiede  che lavoro fai , pratichi sport, hai figli, cosa fanno nella vita, sei cattolica, quelle stupide domande da non fare mai, poiché siamo addestrati a rispondere fin da piccoli.

Rispondo con molta tranquillità ciò che vogliono che  io dica; oh si …. Faccio l’infermiera ed ho tre splendidi bambini , ma non sono cattolica praticante, ma rispetto tutte le religioni, non sono razzista e  bla bla…a quel punto il mio interlocutore si fa un’idea di me.

Io glielo lascio fare , sono stata addestrata anche per fare questo!

Ma nessuno è riuscito ad addomesticare l’altra Elisa, eh cazzo!

Sono concentratissima in corsia, somministro da anni terapie e faccio medicazioni , ho transitato da un reparto all’altro senza difficoltà alcuna, faccio un buon servizio e sono stimata dai medici e pure dal primario che mi ha proposto come caposala al reparto di medicina. Tutto frutto del mio addestramento, ho avuto buoni precettori di vita, qualcuno direbbe, mentre  l’altra Elisa sbraita e vuole uscire fuori è recalcitrante ma l ‘infermiera la prende a calci e la rispedisce giù giù , lei non ha avuto nessun precettore , e vive allo stato brado , vorrebbe stare fuori più spesso, ma le convenzioni sociali la rilegano nel mondo parallelo.

Eh povera Elisa! Quante commedie  devi fare in questa vita e quante cazzate devi ascoltare, per fortuna ogni tanto  fai  capolino e dai corpo  e parola  ai peggiori istinti  nascosti, come quel bel vaffanculo servito su un piatto d’argento  a quel cretino che ti ha preso per il culo diversi anni; oppure quel si poco probabile detto dopo 2  birre a  quel bel ragazzo .

“E  so soddisfazioni “ ….dicesti prima che l’altra iniziasse il turno  di notte all’ospedale!

 

disegno-di-yandere-infermiera-siringa-colorato.jpg

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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