Pubblicato in: racconti

Al compleanno di Matteo…un regalo per Alice!

Alice era convinta che sarebbe stata uccisa; soffocata o con un colpo secco dietro la nuca, oppure avvelenata e, successivamente, bruciata in qualche forno che non avrebbe lasciato traccia. Era convinta che proprio Matteo, il giorno del suo compleanno, preso dalla disperazione e dallo sconforto e magari caduto in depressione per essere arrivato più o meno a metà della sua inutile vita (senza aver combinato un cazzo), prima l’avrebbe invitata magari per un aperitivo e poi, con la scusa di farle vedere qualche cosa di interessante, incipit, appunti o racconti, l’avrebbe attratta in un posto sicuro dove la sua scomparsa non avrebbe creato problemi o eventi che si sarebbero poi ripercossi su di lui e la sua scialba esistenza. Una volta entrata le aveva versato un drink, l’aveva intortata di parole dall’inutile senso, una conversazione quasi imbarazzante; dopo il secondo drink Alice sentì un leggero cerchio alla testa e pensò “ci siamo, sono fottuta”. Matteo le porse una cartellina; era piena di documenti tutti evidentemente secretati ma tutti in modo parziale. Ormai non riusciva più a concentrarsi, leggeva tutto srnza logica, capiva bene quello che c’era scritto ma non trovava un nesso e non capiva il perchè di questo gesto di Matteo. Pensò “ecco ora mi fa leggere queste notizie e poi trova la scusa per uccidermi…giustificherà poi il fatto perchè magari ero venuta a conoscenza di cose governative troppo delicate!”.
Matteo le spiegò minuziosamente, delicatamente e con metodo, a cosa si riferivano quelle carte e quelle informazioni; e si, lei giunse alla conclusione che per queste cose si poteva anche morire, ma alla fine lui le disse: “bene, dobbiamo uccidere la persona che ha firmato tutte queste carte, e non solo”, dopo una breve pausa continuò ” dobbiamo uccidere chiunque è venuto a conoscienza di ciò, è una questione di sicurezza nazionale!!”…dopo una pausa più lunga, riempì un’altro bicchierino ad Alice che lo mandò giù come fosse acqua, riprese e terminò spiegandole “inutile dire che ormai sei parte del programma di cover up, o sei con noi o sei dall’altra parte…e non sarò io a decidere le tue dorti, l’organizzazione che è sopra di noi ha già stabilito tutto io sono solo un loro strumento e tu sei ormai una loro pedina…hai più o meno dieci minuti di tempo per decidere!”. Complice, ormai era una complice, intrapolata in una rete sconosciuta su cui o avrebbe imparato a rimanere in equilibrio vivendo mometo per momento oppure, si sarebbe lasciata cadere nel vuoto, sciegliendo la soluzione più onesta e veloce…ma meno intelligente! forse sarebbe stato meglio rimanere vittima, inconsapevolmente di una morte indolore e a sorpresa!!

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