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Corsi e ricorsi storici

Ebbene si….  qualcosa da dire la trovo sempre ,pure di domenica pomeriggio .Oggi  ” corsi e ricorsi storici” teoria del filosofo Gianbattista Vico; lungi da me voler filosofare sulla teoria umana del Vico , fra le altre cose molto originale , poiché era convinto che la storia fosse caratterizzata dal continuo e incessante ripetersi di tre cicli distinti: l’età primitiva, l’età eroica, l’età civile . Il continuo ripetersi di queste età non avveniva per caso ma erano regolamentate, se così si può dire, dalla provvidenza. Stavo pensando che alcuni ritorni non sono disegnati dalla provvidenza no …no… essi arrivano da soli, devastano e poi se ne vanno facendoti attraversare l’età primitiva (poiché non capisci la portata della situazione) l’età eroica ( nella quale ti senti come un’eroina del cinema) ed infine l’età INcivile ( dove riesci a toccare il fondo nel modo più incivile che puoi) .
Quando pensi che tutto sia finito ricomincia il ciclo , nel frattempo tu ti sei costruita mattone sopra mattone un’altra “identità” , hai sgobbato,hai pianto,hai riso, ti sei incazzata, sei passata agli occhi di molti come una stronza , saccente,egocentrica….eppure ce l’hai fatta e sei fiera di te!!! Però ritornano sempre , sono come gli incubi che ti svegliano la notte e quando ti riaddormenti il sogno riparte da dove lo avevi lasciato…il solito incubo!!!!!
Ciò che continuo a sperare ogni giorno guardando le informazioni che viaggiano in rete alla velocità della luce, è che uno di questi giorni io possa improvvisamente assistere ad un bagliore così potente, fosse anche per una frazione di secondo, che illumini me e fulmini qualcuno!!!!!….. non intendo che  debba e morire carbonizzato ma folgorato dalla più bella intuizione della sua  vita …..che un triangolo non è un quadrato!!!!!! e che il calcietto non esiste!!!! semmai il calcetto …..che scrittori si nasce e correttori di bozze si diventa…..ma stronzi ci si nasce , ci si cresce e con grande impegno ci si mantiene!!!!!!

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PERCHE’ LE GALLINE ATTRAVERSANO LA STRADA?

 

MAESTRA DI SCUOLA DELL’INFANZIA: per andare dall’altra parte.

ARISTOTELE: E’ nella natura delle galline attraversare la strada

PLATONE: Per raggiungere il bene più grande.

KARL MARX: Era inevitabile dal punto di vista storico.

SADDAM HUSSEIN: Questo è stato un atto di ribellione non provocato se si ripeterà sganceremo 50 tonnellate di gas nervino su di esse.

RONALD REAGAN: Non me lo ricordo.

CAPITANO KIRK: per andare dove nessuna gallina è mai andata prima.

IPPOCRATE: a causa di un eccesso di flemma nel suo pancreas.

MOSE’: E Dio scese dal cielo e disse alla gallina: attraverserai la strada.

MACHIAVELLI: Il punto è che la gallina ha attraversato la strada: A chi interessa perchè? Il fine di attraversare  giustifica.

FREUD:  Il fatto che sia soprattutto interessato al fatto che le galline attraversano la strada sottolinea la tua insicurezza sessuale.

PRODI:  Per formare un governo migliore

ERNEST HEMYNGWAY: per morire

COLONNELLO SANDERS: ne ho dimenticata una?

BUDDA: Il porre questa domanda nega la natura stessa della gallina

DIO: per trovare il sacro Graal

DARWIN: Le galline per lunghissimi periodo di tempo sono state così selezionate naturalmente, dato che non sono geneticamente predisposte ad attraversare la strada.

BILL GATES: ho appena lanciato sul mercato la nuova release “chicken office 2006″ che non solo attraverserà la strada, ma farà anche le uova, archivierà i vostri documenti importanti.

ALLA  LUCE DEI FATTI  MI DOMANDO: ”  PERCHE’ LE GALLINE ATTRAVERSANO LA STRADA?”…….

COME VEDETE OGNUNO ESPRIME IL SUO PENSIERO anche sulle galline…..

Questo per dire che  in ogni momento della nostra vita ci esprimiamo su qualcosa….anche quando non ci rendiamo conto di farlo ….  lo  facciamo!!!!

e lì che  a volte succedono i guai….si rischia di  aprire bocca e dare fiato senza sapere  ciò che  si dice….

meditate gente meditate……

quante volte anche voi avete parlato senza cognizione di causa?

chi è senza peccato scagli al prima pietra!!!!!!

Galline che attraversano la strada

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Galline che hanno capito che è meglio nn attraversare la strada

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Non toccate le mie galline

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50 sfumature di cazzate!

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Stasera evento a canale 5!!    per curiosità ho deciso di vedere questo film , avrete capito che si tratta di 50 sfumature di grigio; all’epoca ho comprato tutti e 3 i libri, (con un forte sconto) ed ho iniziato la lettura seguendo rigorosamente l’ordine ( non funziona come la proprietà  commutativa dell’addizione , se cambi l’ordine di lettura cambia tutto) ed io non volevo sbagliare.

Quindi ho iniziato a leggere il grigio, mi aspettavo cose  fantasmagoriche  e orgasmi  a raffica poichè  che mister Grey  aveva detto di  non fare l’amore ma  di scopare  forte! “ cavolo “ pensai mentre giravo le pagine, “questo fa sul serio!” ma poi lei si mordeva le labbra , lui rompeva la carta del preservativo con i denti e  in mezzo minuto finiva la sua mega scopata!

E la  stanza dei giochi di mister Grey? Anastasia pensava che  lì dentro ci fosse la play station o la wi … povera cucciola innocente! Proverà sulla sua pelle alcuni oggettini ( niente effetti speciali) in quella stanza rossa della tortura ( o del piacere) ; molto superficialmente si parla di sottomessa …  lei  dovrebbe firmare  un contratto, in cui sono elencate le “regole” da seguire durante l’atto sessuale.

Una cosa davvero eccitante è stato il volo in elicottero ! (   Grey era  ricco sfondato ) lei maldestra e manco carina (forse) . Ma lui non aveva mai portato nessuna   in elicottero, e non aveva mai fatto l’amore nel suo letto e dormito con una donna ma con Anastasia aveva fatto un’eccezione. Insomma un guazzabuglio BDSM( manco troppo strano) e sentimento.

Stancamente ho finito il primo ed ho iniziato il secondo libro. Alle prime pagine del terzo  ho chiuso e  so per sentito dire che alla fine si sposano e fanno pure i figli.

Stasera  mi sono seduta comodamente sul divano per guardare questo film, ma dopo 10 minuti  ho realizzato che se il libro faceva quasi  schifo il film  era pure  peggio!

Ah buona serata

Alice

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IL VICINO DI CASA

 

I

Emma era arrivata  in quel paese da poco, aveva vissuto in una grande città per molto tempo e non ne poteva più. La mattina la gente correva in metropolitana e lei veniva ingoiata dal flusso di persone, quasi trasportata dall’onda anomala di corridori della strada con valigette 24 ore  e cellulari con auricolari che già sbraitavano di prima mattina, urtando tutto ciò che incontravano sul loro cammino. Emma appena saliva in metro si lasciava prendere dalle sue fantasie e immaginava una pioggia di lexotan che cadeva dal cielo e tutte le persone  rallentavano i loro ritmi, sorridevano e si davano il buongiorno, cedevano il posto, prendevano il loro caffè seduti, e parlavano al cellulare con grazia e gentilezza. Poi  la metro  frenava di colpo e lei si svegliava. L’idea del Lexotan non era male però, su Roma andava gettato a taniche per calmare tutte quelle persone!

Una mattina stanca di quel caos prese la decisione del secolo: “mi cerco casa in un piccolo centro e mi faccio trasferire in una sede distaccata”. Lasciare Roma era complicato ma non impossibile, del resto si era lasciata da poco con il suo fidanzato e viveva da sola cercando di ricostruire la sua vita.

Si mise in mobilità aspettando di ricevere una sede vicino ad un paesino di collina molto carino che aveva visitato una notte d’ estate e  se ne era innamorata subito, quel castello diroccato e le viuzze del centro storico, sì voleva trasferirsi lì. Con entusiasmo iniziò a contattare le agenzie immobiliari del posto per trovare una casetta accogliente e con una bella vista, nell’attesa che la sua ditta la trasferisse in periferia .

Il tempo passò ed Emma non pensava quasi più alla sua strampalata idea, si stava  abituando di nuovo  a quella caotica città, quando una mattina trovò una bella sorpresa, la sua richiesta era stata accolta!

Chiamò subito l’agenzia immobiliare chiedendo se quell’appartamento ammobiliato  fosse ancora disponibile, la segretaria con molta gentilezza rispose che era stato già affittato e che c’era un altro appartamento , di nuova costruzione ad un prezzo buono con splendida vista sul quel rudere , Emma si fece spedire le foto e il giorno dopo era già lì a firmare il contratto per due anni.

II

Emma era felice, sistemò le sue cose nella nuova casa , sembrava un condominio tranquillo, pulito, poche porte e niente ascensore, tutto a misura d’uomo. La prima notte fu quasi traumatica , era così abituata al traffico e al casino della notte cittadina  che non riusciva a dormire in quella quiete,” che strano “ pensò “ il silenzio non mi fa dormire!”

Anche il nuovo ufficio era grazioso e le colleghe  erano sempre tranquille, sotto l’ufficio c’era sempre parcheggio e riscoprì il gusto di alzarsi presto, fare colazione con calma ed andare a lavoro, al rientro passava al supermercato piccolo ma ben fornito e tornava a casa , aveva ripreso pure a scrivere e quando si affacciava dal balcone parlava affabilmente con una vicina di casa del più e del meno.

Ogni tanto il fine settimana tornava a Roma ospite  da una sua amica e non si perdeva alcuni eventi mondani  che viveva da turista.

Fra i vicini di casa , che aveva conosciuto  in quel periodo c’era uno, il suo dirimpettaio che vedeva raramente, lui partiva prestissimo la mattina e tornava ad orari più disparati; un giorno arrivò con un pacchettino trasparente pieno di strani pupazzetti robot, Emma pensò che avesse dei figli o dei nipoti che riempiva di regali poiché era già la terza volta che lo vedeva rientrare con  i pupazzetti in mano ed un’aria soddisfatta e felice.

Era pure un bel ragazzo, biondo non troppo alto e fisicamente ben messo, si erano scambiati a mala pena un saluto ed Emma fantasticava pensando lui fosse separato e presto avrebbe avuto la visita dei figli, per i quali aveva comprato i robot,  oppure,  mentre pensava rideva come una pazza, che il tipo , arrivato a casa, si mettesse a giocare con i pupazzetti mettendoli tutti in fila e facendoli scontrare:  Hiroshi contro Himica, chi vincerà il duello? i soldati Aniwa  trasformati in mostri di roccia, e le navicelle Big Shooter che volavano con jeeg….che gran casino!!!! E tutto mentre il suo stereo suonava la sigla di jeeg robot  d’acciaio!

Emma era così, si lasciava trasportare e cullare  dai sogni e dalle fantasie che  prendevano forma nella sua mente . Come quella  volta che  guardando un film francese, “jules e jim”  immaginò per un attimo di essere Catherine, la protagonista e si concedeva un romantico  menage a trois, ed uno dei   due  protagonisti maschile del film le diceva :”je suis le plus grand baiseur de la france!!!”  e si fece una di quelle  botte di sesso più belle innescate dalla fantasia (visto che nella realtà era un pezzo che non faceva del sesso)

III

Quel giorno pioveva molto e si prese un bel giorno di ferie per rimanere a poltrire a casa , leggere, scrivere ascoltare musica, chattare con qualche amica su facebook, insomma una giornata di quelle tese al relax;

era meravigliosamente serena come non mai e la giornata era volata , aveva pure sistemato la libreria, decise allora di farsi una tazza di caffè d’orzo, dopo una cena pesante ci stava bene e le avrebbe conciliato il sonno.

Preparò con cura la tazza decorata con  il mitico scudetto del Milan, acqua calda, due cucchiai colmi  di orzo , ma accadde l’imprevedibile, aveva finito lo zucchero!,  frugò nella dispensa, nelle varie zuccheriere ma nulla, che fare? L’orzo senza zucchero fa schifo e lei voleva  bere la sua tazza d’orzo.

Sentì chiudere la porta del suo vicino , poteva chiedere a lui lo zucchero,  del resto era un vicino di casa e mai avevano parlato nemmeno sulle scale e lei era curiosa di vedere la sua casa, quale occasione migliore?

Emma era in pigiama, si guardò dalla testa ai piedi e giudicò di essere presentabile, andò in bagno e si diede due o tre colpi di spazzola ai capelli, un filino di rossetto alle sue labbra anemiche e prese la sua zuccheriera e si avvicinò al pianerottolo,  inizialmente era un po’ titubante mai poi  appoggiò il dito al campanello e senza pensarci troppo suonò.

Dall’altra parte si sentirono dei passi e  la porta si aprì

-buonasera, io sono Emma ,la sua nuova vicina di casa-

-Buonasera a lei, io sono Giorgio, posso esserle d’aiuto?-

– ho dimenticato lo zucchero, e non ci riesco a bere il mio caffè d’orzo senza e mi chiedevo…insomma , se per caso lei avesse un pochino di zucchero da prestarmi ed io poi..-

– ma certo, si accomodi che le riempio la zuccheriera –

-non vorrei disturbare- replicò Emma ma già era con un piede dentro casa.

– ma no,  figurati Emma, stavo guardando la partita, stasera gioca la Roma!-

–  lo so, gioca in casa  contro il Milan, ed io non la guardo per scaramanzia-

– non capisco, ma tu sei tifosa della Roma?-

– giammai!!! Io tifo Milan da una vita e mezzo, ma se guardo la mia squadra giocare ultimamente perde e così  cerco di non guardarla, è dura  lo so…ma  è una forma di scaramanzia-

– vieni, accomodati, siediti sul divano, guarda un po’ di partita con me!-

– tu invece sei romanista, suppongo e vorresti che io mi sedessi e guardassi la partita così il Milan perde, non è vero?-

Scoppiarono a ridere e Giorgio andò in cucina a prendere lo zucchero ; Emma buttò gli occhi  su un mobile del soggiorno , era pieno di quei pupazzetti e più in là c’erano dei  vestiti strani, e alle pareti delle immagini  di oggetti volanti  con delle scritte  indecifrabili. Abbassò gli occhi ,   nel  mobile  il legno dello sportello lasciava intravedere un volto di un alieno che rideva. La mente di Emma iniziò a vagare , e se Giorgio  fosse un alieno? oppure un tramite, se quei pupazzetti in realtà non fossero semplici pezzi di plastica ma si trasformassero in vere entità? , e se lui con la scusa di andare in cucina si fosse presentato con  degli esseri alieni e mi avessero portato in una  astronave e…..

-ecco lo zucchero Emma, se vuoi fermarti un po’ mi fa piacere, altrimenti buona serata! E che vinca il migliore!-

-grazie Giorgio, preferisco andare a casa mia, quando  vorrai venire a trovarmi sarai il benvenuto, anche se sei romanista! Grazie ancora per lo zucchero-

Emma tornò a casa sua e pensò “ cavolo quanto mi piace! Ci farò un pensierino! In fondo mi potrebbe mancare il sale, il caffè, il peperoncino…..”

 

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IL MULTIVERSO

 

Questo blog nasce da un’idea di Matteo ed io l’ho subito condivisa, quindi abbiamo creato il Multiverso, ( il titolo è il suo); fare un blog è facile ma condividerlo con un uomo ( e che uomo!!)  è  molto difficile.

Matteo ed io ci conoscevano di vista, in realtà nemmeno ci salutavamo se ci incontravamo in giro, poi  grazie a facebook e ad un gioco abbastanza stupido abbiamo iniziato a chattare e mandarci vite; ben presto abbiamo scoperto di avere molte cose in comune : il piacere della lettura e della scrittura.

Quasi ogni giorno sfornavamo un racconto  che prendeva spunto da qualsiasi cavolata che ci  dicevamo in chat.

Un bel giorno , non so quando , abbiamo deciso di scrivere un romanzo insieme, capirete la difficoltà  di scrivere capitoli su capitoli  per  due che non si incontrano mai, nemmeno davanti ad un calice di vino o una pizza  ma  si parlano solo per mail e chat.

Un’impresa impossibile! Ma Matteo   aveva deciso così, fino a che un bel giorno  capì che era necessario incontrarmi  ( forse aveva paura che io  gli facessi delle avances ) .

Arrivò quel giorno e ci incontrammo in una bella caffetteria del centro, una visione meravigliosa  per me vederlo uscire dalla libreria accanto al locale , ( ed ero pure imbarazzata visto che ogni tanto in chat mi lasciavo andare a commenti audaci !!) lì siamo stati un paio di ore  ( forse tre) a parlare della nostra creatura.

I personaggi tracciati nel nostro romanzo  prendevano forma e  quando parlavamo di loro sembrava fossero vivi , erano le nostre creazioni, io amavo la protagonista ( Edith) dove avevo riversato molto di me e lui il protagonista maschile ( Kevin) che sembrava una copia di Matteo.

Morale della favola, a quell’incontro ne seguì un altro e poi degli scambi fugaci di manoscritti sotto casa mia.

Inutile dire che il nostro romanzo ha subito una battuta di arresto ( tristezza) e allora ho deciso di prendere tutti i nostri raccontini di chat ( non tutti, poiché alcuni sono abbastanza intimi ) e li ho raccolti in un unico racconto dal titolo “ Attenti a quei due !  racconti semi-seri di chat “

Devo dire che ne è uscita una cosa carina  tanto da farci venire la voglia di pubblicarla! Abbiamo presentato il nostro racconto ad una casa editrice per una selezione , la risposta è arrivata dopo qualche tempo, lo avrebbero stampato ma  forse non eravamo pronti per il grande salto. ( e non lo siamo ancora)

Matteo e Alice, così lontani   come i loro universi! e a volte così vicini come  due pianeti attratti da una strana forza di gravità!  

Ora Matteo mi ha abbandonata, scrive poco sul blog  e la cosa mi fa incazzare!  

Ecco l’ho detto!

Io , Alice sono incazzata!

 

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Fiabe moderne della buonanotte!

 

-Mamma mia quanto sei pesante Biancaneve quando ti ci metti – disse il principe
– hai voluto invitare i nanetti al pranzo di Natale e ti ho accontentato, ogni volta che a fine pasto mangi la mela, e sai che ti fa male, devo farti la respirazione bocca a bocca che vai in shock anafilattico, e dai su Biancaneve! ora non puoi chiedermi di invitare pure la principessa Aurora e le fate smemorine, io non le sopporto, Aurora dorme sempre, il principe Filippo suo consorte sta sempre a baciarla, quelle tre fate mezze sceme non fanno che ripetere le stesse cose. I nanetti stano sempre a cantare “aiò aiò andiamo a lavorar”, io che so allergico al lavoro, lo sai . Non ti mettere in testa di invitare come l’anno scorso pure Cenerentola che si presenta con tutta la corte, topi compresi, zucca e sorellastre brutte come cozze, poi se per caso prende una storta e si rompe quella cazzo di scarpetta di cristallo siamo rovinati!
Io ti voglio bene , lo sai, ti ho regalato un trilogy e ti sei incazzata come una belva dicendo che tale anello viene regalato alle cornute. Continui ad insinuare che me la faccio con la strega , ma come potrei? È stata lei a farti sprofondare in shock anafilattico per la prima volta con quella mela, sii buona quest’anno , risparmiami il Natale con le tue amiche!-
Ma Biancaneve era irremovibile con i suoi 100 chili di peso, si era fatta molto capricciosa ma il principe maledicendo il giorno che l’aveva salvata la sopportava con pazienza e amore.
– Sono sempre sola in questo regno, tu vai sempre a caccia, io non faccio altro che mangiare dolci per non pensare , almeno a Natale fammi contenta!-
– cara Biancaneve, lo sai che ti voglio bene ma quest’anno non ce la posso fare a sopportare tutte le favole, perché non ce ne andiamo io e te in Tunisia? –
– ma che mi vuoi confondere con le fiabe arabe? Sono tutte zoccole quelle principesse da mille e notte, tutte magre, belle, poi Aladino passa e se le ripassa a tutte. No, non ci vengo io in quel posto, e poi sono così cicciona, che figura ci faccio?-incalzò Biancaneve
– e se andassimo a far visita ad Ariel? Te la ricordi la figlia di Nettuno , la Sirenetta che vive con il principe Eric, così io posso andare a pesca con lui e rilassarmi-
-senti caro, non nominarmi quella piccola sgrinfia , l’ultima volta che siamo stati da lei mi ha ammorbato con le sue canzoni, e quel maledetto granchio francese voleva farmi mangiare di forza una zuppa di alghe, poi ad un certo punto della serata si sono presentate tutte quelle sorelle con le pinne, no , voglio i nanetti, e le mie amiche-
Il principe Azzurro non sapeva più che dire per convincere Biancaneve a passare un Natale diverso e gli venne in mente Belle e con molta cautela, si giocò la sua ultima carta :- ma senti un po’ Biancaneve, è tanto tempo che non andiamo a trovare Belle , lei sarà felice di ospitarci nel suo castello-
– mi vuoi rovinare il Natale? Tutte quelle vettovaglie che ballano, la bestia che quando si incazza rompe tutto, lo sai che è esaurito, ogni tanto inizia ad urlare che vuole tornare ad essere brutto e solo, che Belle è una rompicoglioni, che sta sempre chiusa in libreria, non cucina, non pulisce e poi gliela dà una sola volta a settimana… ogni volta le stesse cose-
Il principe Azzurro allora si vide costretto a capitolare e disse- va bene, e sia, faremo questo pranzo di Natale con le tue amiche, sopporterò pazientemente i nanetti, i loro rottini a raffica, Aurora, Cenerentola, ma l’ultimo dell’anno andremo fuori, e tu non farai storie, farai le valigie e partiremo, e tu zitta e muta farai quello che ti dico io!-
Biancaneve allora si avvicinò al Principe e lo baciò dicendo – grazie caro, mi hai reso felice, ma dove mi porterai a capodanno? Dove andremo?-
Il Principe Azzurro la guardò e rispose- dove andrai, io ti accompagnerò in un posto bellissimo e lì trascorrerai le tue vacanze e se vuoi puoi rimanerci per sempre!!-
– ma dimmi dove, in quale regno fatato?-
– hai presente Pinocchio? Il figlio di Geppetto? Un bambino molto carino, un po’ bugiardo ma simpatico, beh ti ho prenotato un bel posto nella pancia balena che ha inghiottito Geppetto!, così io potrò stare in pace ma mi dispiace per Geppetto che dovrà sopportarti!-
e vissero felici e …..separati!!

 

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Aspettando Godot…

Estragon. Andiamo.
Vladimir. Non possiamo.
Estragon. Perché no?
Vladimir. Aspettiamo Godot.
Estragon (disperatamente). Ah! (Pausa.) Sei sicuro che sia qui?
Vladimir. Cosa? Estragon. Che dobbiamo aspettare.
Vladimir. Ha detto presso all’albero. (Guardano l’albero.) Vedi qualcun altro?
Estragon. Cos’è?
Vladimir. Non so. Un salice.
Estragon. Dove sono le foglie?
Vladimir. Dev’essere morto.
Estragon. Non più piangente.
Vladimir. O magari non è stagione.
Estragon. Mi sembra più un cespuglio.
Vladimir. Un arbusto.
Estragon. Un cespuglio.
Vladimir. Un… Cosa stai insinuando? Che siamo venuti nel posto sbagliato?
Estragon. Dovrebbe già essere qui.
Vladimir. Non ha detto che verrà di sicuro.
Estragon. E se non viene?
Vladimir. Torneremo domani.
Estragon. E poi dopodomani.
Vladimir. Forse.
Estragon. E così via.
Vladimir. Il punto è…
Estragon. Finché non arriva.
Vladimir. Sei senza pietà.
Estragon. Siamo venuti qui ieri.
Vladimir. Ah no, qui ti stai sbagliando.
Estragon. Cosa abbiamo fatto ieri?
Vladimir. Cosa abbiamo fatto ieri?
Quando Alice rileggeva qualche atto di questa opera percepiva l’immobilità , la stagnazione e la solitudine più cupa che un essere umano possa sopportare; giocava ad immedesimarsi in quei due , seduti lì,che aspettano Godot… pensano di andarsene ma restano. I due non sanno neanche esattamente chi sia questo Godot ma lo attendono pazientemente sotto l’albero anche quando giorno dopo giorno arrivano i messaggeri che comunicano che lui non arriverà . Pensano anche al suicidio, ma non possono farlo, devono aspettare Godot.
Tutto ruota attorno al tema dell’attesa (vana!)
In fondo anche Alice sta qui ed aspetta Godot ….
Buonanotte!

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L’INCONTRO ( dedicato ad una persona speciale)

Come spesso accade nella vita e nei migliori films, la loro storia era finita da un bel pezzo; lei L. aveva ripreso il suo cammino e lui, M. si era convinto che in fondo era meglio così….la ragione ed una serie di eventi avevano preso il sopravvento sui loro cuori che si erano inevitabilmente allontanati.

Ma se la Razionalità  può allontanare due persone la Passione le fa ritrovare , ne sono certa!

Come sono quasi certa che la passione è inversamente proporzionale alla sua durata: più è intensa  e meno dura nel tempo.

 

Cosa hanno pensato L. e M.  in quel preciso momento che hanno deciso di ascoltare la Ragione ?

non lo so , ma certamente tutto ciò che era accaduto prima, l’attrazione che li ha uniti per un po’ di tempo , quella era impossibile da spiegare, ed il desiderio reciproco  era ancora immacolato, sebbene seppellito nei meandri più nascosti e scuri delle loro anime.

Ma state certi che sapevano entrambi che l’inevitabile si sarebbe manifestato, prima o poi perchè ciò che è autentico  trova  sempre una maniera di manifestarsi.

Le loro vite scorrevano tranquille….lavoro, nuovi amori, nuovi amici, ma il destino aveva riservato loro una sorpresa speciale….molto speciale.

Chi l’avrebbe detto?  incontrarla di nuovo dopo tutti quegli anni…ma era lei? …si era lei …M.  non poteva sbagliare,sempre bella e intrigante , era  proprio L.

Il tempo non l’aveva cambiata molto, anzi l’aveva resa ancora più affascinante.

Lei riconobbe subito M. e dopo un primo momento di imbarazzo, si scambiarono  le  solite frasi di circostanza, abbastanza stupide ma efficaci per sciogliere quel ghiaccio che c’era fra i due.

Decisero di passare un po’ di tempo insieme quella sera, nessuno dei due aveva impegni e poi si trovavano Così bene insieme! Parlarono molto, del passato, del presente, ma nessuno dei due si pronunciò sul futuro…..

A questo punto doveva accadere qualcosa, le ipotesi erano due: continuare a ridere e scherzare, sottacendo per sempre la passione che li aveva uniti oppure lasciarsi andare ad un gesto tanto naturale e spontaneo….un bacio.

Si un bacio, preludio di qualcosa di veramente eccezionale che avrebbe potuto cambiare di nuovo i loro destini.

Dopo le prime scontate resistenze di L. cedettero ancora al richiamo della passione, l’inevitabile si era manifestato e loro non hanno esitato, non hanno perso l’occasione, non si sono fatti sfuggire un solo attimo magico perchè sapevano cosa  sarebbe accaduto dopo…

Quella sera fare l’amore con L. fu per M. la cosa bella bella che gli fosse capitata nella sua vita, i loro corpi si unirono di nuovo ma con un’altra consapevolezza. Non stavano più insieme nella vita, ma erano diventati amanti.

Si avete capito bene….erano amanti e la cosa era completamente diversa.

non c’era nessuna condivisione fra loro, appartamento,  armadio, macchina,chiavi di casa, felpa,ognuno aveva la sua vita, l’unica cosa che in quel momento condividevano era la passione allo stato puro.

Cosa avrebbero deciso? sottrarsi alla passione,  o abbandonarsi ad essa ciecamente?

Decisero di rivedersi di nuovo, in fondo era bello fare l’amore con lei, pensava M., lo stesso pensava L.

Si salutarano, e tutti e due pensavano già al loro prossimo incontro, dove e quando non lo sapevano…ma sapevano bene che sarebbe successo di nuovo, anche in una grande città come quella …..che tutto cela e tutto nasconde,anche le passioni.

Sapevano bene entrambi che le loro vite avrebbe preso strade diverse, ne erano pienamente consapevoli,ma lasciarsi sfuggire quegli attimi sublimi ed irripetibili? nemmeno a dirlo ….

tanto la passione è inversamente proporzionale alla durata….e di passione ne avevano da vendere….sarebbe stata sufficiente a colmare quel piccolo spazio che era rimasto vuoto in fondo ai loro cuori e poi…..erano di nuovo pronti ad affrontare la vita, ad avere nuove storie d’amore.

fine…….

come nei migliori films

by Alice

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