Pubblicato in: Senza categoria, stranezze

capo….danno!

ultimo post del 2015!

Caterina sei pronta? fra poco arriveranno i pochi ospiti…  sei sicura di aver fatto tutto? ti prego non fare danni! stai tranquilla e serena fra poche ore sarai di nuovo sotto le coperte ! quest’anno non sei stanca, non hai preparato giochi , musiche grande manovre! prova ad essere felice , ce la puoi fare! in fondo hai mandato  a quel paese mezzo mondo…lascia tranquilla l’altra metà!!!

Auguri Caterina….cerca di essere forte e saggia nell’anno che verrà.

capodanno_2016.jpg

 

Pubblicato in: Senza categoria, stranezze

Capodanno

 

Eccoci  arrivati alla fine dell’anno , ognuno si organizza come meglio può! Anche Caterina aveva dato il via ai preparativi.

Caterina da qualche anno era  diventata  una donna problematica , difficile da gestire, aveva il vizio o la virtù di dire le cose in faccia , era poco diplomatica e purtroppo era incappata in un grave incidente …. diplomatico ( scusate la ripetizione) .

Aveva trascorso un anno in trincea  e si immaginava spesso a strisciare sotto il filo spinato con la faccia dipinta e il coltello in bocca! Eppure poteva tranquillamente farsi i cazzi suoi, abbassare le armi e compiacere tutti coloro che  le giravano intorno …. datore di lavoro, amiche e pseudo amiche. Ma lei NO!… aveva deciso di fare la sua guerra personale al mondo!

“Eh Caterina, ci rimetti le penne così! Troverai chi è più forte di te e ti sbatterà al tappeto …. Rifletti.”

Non so perché avesse cambiato così il suo atteggiamento di norma mite e riflessivo , forse con gli anni era peggiorata !!

Era arrivato il momento di  fare una bella revisione e definizione dei rapporti interpersonali, sia per il lavoro che per gli affetti. Negli ultimi mesi  molti nodi erano venuti al pettine e voleva agire con maggiore consapevolezza e determinazione.  Per  Caterina era arrivato il tempo di rimboccarsi le maniche e mettere ordine nei rapporti, se necessario sciogliendo collaborazioni, liberarsi  da un gruppo  di amici   che  la opprimeva da tempo,  con una bella separazione e ognuno per la sua strada!

Questo significava anche accettare una sorta di isolamento forzato; troppo per Caterina,insopportabile!

Ma il gioco valeva la candela! Si doveva fare, recidere tutti i rami secchi e buttarli nel secchio insieme all’anno vecchio! Ricominciare a vivere senza stare in trincea a difendersi dalle insidie che la circondavano.

E quale momento migliore se non il capodanno?

E l’incidente diplomatico era capitato ad hoc!

“Caterina pensa a quello che stai facendo!  I colpi di testa si pagano cari!“

Con poche parole ben assestate ( e nemmeno troppo educate)   che non sto a ripetere,  chiuse l’incidente diplomatico! E in un sol colpo vide sparire metà lista degli invitati, consapevole che l’avrebbero messa in croce , ma poteva  sempre contare sull’altra esigua metà.

Passare il capodanno con poche persone, Caterina  lo aveva scelto.

Perché a volte scegliere  la solitudine  fa bene. Meglio pochi ma buoni!

Era solo l’inizio, adesso non stava più in trincea a strisciare sotto il filo spinato con un coltello in bocca ma teneva in mano una bella motosega , cosa ci faceva direte voi? Semplice! Aveva iniziato a tagliare tutti i rami secchi !

“Buon lavoro Caterina, la strada e lunga e ne troverai di rami secchi nel tuo cammino!”

Che il 2016 abbia inizio!

spumante

 

Le avventure di Caterina 

by Alice

 

 

 

 

Buonanotte.

Potrei raccontare di dame e cavalieri,di santi e truffatori, mi limiterò  a scrivere che alle 20,30 si è  spento il mio Braun multiquick…inutile dire che mi mancherà  una cifra! Più  di Matteo che non scrive una riga Su questo blog…più  del mio bicchiere di birra al cardamomo…come farò  senza di lui? Ho tutti gli accessori ma non li posso usare!! Il corpo motore è  rotto.Cosa ci faccio degli accessori ancora nuovi ?

Nulla, non ci farò  nulla!!….morale della favola : puoi avere tutti gli accessori  del Braun ma se non hai il motore che funziona sono perfettamente inutili!

Buonanotte

Alice

 

img-20151224-wa0015.jpg

Pubblicato in: Senza categoria, stranezze

Nulla di nuovo all’orizzonte. ..

Si torna alla normalità. …archiviata la pratica Natale si aspetta un decoroso e divertente 31 dicembre! Matteo si è  preso una lunga pausa…non scrive più!  I racconti del nonno aspettano ….Alice (che sta scrivendo ora )  sta cercando di far rivivere Caterina dopo la pausa dei Babbi Natali. Caterina sta impantanata nelle sue “rosure ” di culo quotidiane! Aspetta qualcuno che la prenda  per mano e la faccia sorridere . Chissà!
image

Buona fine e buon principio a tutti! Sopratutto a tutte le Caterina di questo mondo ….

Pubblicato in: Senza categoria, stranezze

BABBO NATALE 2 (alice)

E’ la solita serata, il 24 dicembre , quando tutti(o quasi) si riuniscono nelle calde case luccicanti di addobbi natalizi, dove i bambini sono in trepidante attesa di Babbo Natale e mangiano dolci e cioccolato , i genitori per l’occasione sono molto permissivi e sorridenti, guardano i loro figli con occhi benevoli e ripensano alla loro infanzia.
Già, ci risiamo, ogni anno Gesù nasce in una mangiatoia infreddolito ed affamato e noi che facciamo? Per festeggiarlo come si deve ci mangiamo di tutto, beviamo di tutto e anche i lupi famelici si trasformano in teneri agnellini.
Io che passo davanti alle case illuminate vedo lo sfarzo del Natale, ma devo lavorare, nessuno dei grandi sa quanta fatica devo fare il 24 dicembre, sia dannato questo giorno!!!
Indosso come sempre questa divisa, questa barba puzzolente che mi copre il viso, e devo dire con voce altisonante :” oh oh oh oh sono io Babbo Natale arrico dal Polo Nord con la slitta e vi porto i regali che i folletti hanno preparato per voi!!!”
Avere tutti quei piccoli mostriciattoli intorno, (mio Dio che desiderio di urlare) al quale devo recapitare il regalo che è stato comprato dai grandi e devo stare pure attento a non sbagliare dono, sennò non mi pagano.
Ogni anno mi chiedo perché mi presto a questa pantomima , potrei andare a fare il maggiordomo a qualche festa privata, oppure lavare i piatti ad un ristorante, pulire i cessi della stazione.
No, invece ogni anno mi faccio infinocchiare così, è vero che guadagnare 500 euro in una sola serata è fantastico, ma io odio i bambini e pure il Natale!
La slitta che mi hanno affibbiato quest’anno fa schifo, le ruote si impuntano ed io devo visitare molte case schizzando da un quartiere all’altro, e poi mi chiedono perché sono così arrabbiato! Ogni anno devo controllare prima ogni cosa, pianificare il percorso e non perdermi per strada, meno male che c’è google map che mi salva la vita!
L’unica cosa bella sono le mamme, non tutte ovvio, ce ne sono di carine che mi sorridono anche se il mio aspetto non è dei migliori, ma sono Babbo Natale! Foriero di gioia e felicità per i loro cuccioli.
Io invece me le vorrei trombare una ad una fino a mattina! Guarda un po’ che differenza di intenti!
Magari quest’anno chissà…..lauren_graham_bad_santa_billy_bob_thornton_desktop_wallpaper-620x350

Pubblicato in: Senza categoria, stranezze

Babbo Natale

Mancava poco tempo al Natale, la festa dei luoghi comuni per alcuni, per altri una festa da dedicare allo shopping, e per alcuni la festa per la nascita di Gesù.

I bambini, per tradizione, sono coloro che aspettano con trepidazione il Natale, gli adulti gioiscono per loro.

Era un Natale strano, una attesa carica di aspettative ma con poca voglia di fare l’albero, di sistemare la casa per accogliere  lo spirito della festa.

Mancava lo spirito del Natale non solo nella casa ma nel cuore, però come ogni anno dovevo lavorare, si perché guadagnare 500 euro in una serata  non fanno mica schifo a nessuno!

Passo  a ritirare il vestito e  tutto il resto, quest’anno  il rosso sembra sbiadito più del solito, si vede che mi hanno rifilato un abito vecchio , ma chi  se ne importa!, passo a prendere la lista degli indirizzi e i relativi pacchi, grazie a Dio c’è google map sul mio samsung  che mi prepara  il percorso più veloce , così mi sbrigo e poi posso andare a casa a dormire.

Faccio  un po’ di prove di voce :” oh oh oh   cari bambini!!  Sono Babbo Natale e arrivo dal Polo Nord per portarvi i regali! Oh oh oh oh , siete stati buoni ?  “

Si, può andare, devo recitare questa parte  per benino sennò i genitori non mi chiamano più  l’anno prossimo e perdo clienti; ma guarda tu come sono scemi , potrebbero mettere il regalo sotto l’albero, senza troppe sceneggiate, ma a me fa comodo così.

Rientro a casa, mangio qualcosa, sono appena le 20, il mio giro calcolato perfettamente inizierà alle 22, sono quelli che hanno pagato di meno, per arrivare  nelle due ultime case a mezzanotte circa, quelli hanno pagato bene per avermi quando nasce Gesù! Sono i super ricchi della zona residenziale.

Apro il frigo e prendo due fette di prosciutto, poi mi ricordo che è vigilia e rimetto nel frigo il prosciutto e mi apro una scatoletta di tonno, che bello vivere soli, poche rotture di scatole e tante scatolette da mangiare: tonno simmenthal , fagioli…..

Ripercorro per un attimo i miei ricordi di bambino, l’unico regalo ricevuto fu un fucile ad aria compressa, già da lì dovevo capire quale fosse il mio futuro; un regalo premonitore.

Quanti ne ho uccisi? Non lo ricordo, quante donne hanno pianto? Quanti bambini? Non lo so, ed ora invece, ironia del destino mi ritrovo a dare gioia la notte di Natale.

La mia mira non è più buona, rischierei di farmi beccare e poi nessuno più mi da lavoro.

Mi preparo stancamente, quasi non ho voglia di andare, forse è un segno? Ma oramai ho intascato i soldi e mi verrebbero a cercare, vado.

Esco da casa, fa freddo quest’anno ma non nevica o piove, il cielo è sereno , meglio così, non  rientrerò a casa fradicio come l’anno scorso.

Inizio il mio tour- oh oh oh oh sono Babbo Natale!! Ma quanti bei bambini in  questa casa! Siete stati buoni? Ecco il vostro regalo!!-

Avrò ripetuto questa frase già una ventina di volte, bevo un goccetto di rhum e continuo il giro.

Arrivo in una casa, sembra tutto spento, ma avrò sbagliato indirizzo?  Suono , suono ancora il campanello, a quel punto si affaccia un giovane troppo cresciuto per  aspettare Babbo Natale, mi sorride.

Non ricordo nulla, solo un rumore sordo ed ovattato, il sangue esce dal mio petto e si confonde con il rosso del vestito.

Il giovane mi dice  ” buon Natale “…e sorride, sorride e riprende a dire “ da parte di  mio padre, che hai ucciso 20 anni fa, da mia madre che è morta di dolore e da me che non ho mai conosciuto Babbo Natale”

Queste sono le ultime parole che ricordo e poi il buio della notte eterna.

Buon Natale.

 

babbo1

Pubblicato in: Senza categoria

Ma come vengono le idee?

MA COME VENGONO LE IDEE?

Questa è una domanda da un milione di dollari….

quando si parla di idee entra in gioco la creatività , su tale arogomento si è disquisito molto, hanno elaborato tante teorie, ma in realtà quando e come vengono le idee o le intuizioni illuminanti sembra ancora essere un mistero.Qualcuno ha detto che nella nostra scienza le grandi scoperte si fanno in tre posti: in autobus, in bagno e a letto.Carina no?

Un  amico di Einstein disse che molte delle sue idee gli venivano in modo così improvviso mentre stava radendosi, pensate ai tagli sul viso…più ne aveva e più la sua testa aveva prodotto….idee.

Produrre idee può avere degli aspetti in comune col bricolage, la creatività può somigliare ad una macchina che produce ipotesi,scenari e soluzioni diverse in modo casuale, anche al di fuori di una logica strutturata, con schemi flessibili vasti e vari.

Il musicista Wolfgang Amadeus Mozart, che in una lettera a un amico scriveva: “Passeggiando in carrozza o dopo un buon pranzo i pensieri si affollano nella mia mente in modo quasi giocoso. Da dove arrivano? E come? Non lo so. Quando mi piacciono li tengo a mente, li canticchio a bocca chiusa. Quando il mio tema è formato, ecco arrivare un’altra melodia che si concatena con la prima. L’opera nasce. E’ allora che la mente afferra l’intera composizione come fa uno sguardo con una splendida immagine o una bella ragazza.”
Mozart indica un modo singolare e individuale di ricombinare frasi musicali, elementi singoli in un tutto organico; egli sembra avere un’idea globale e tutto il resto diventa una sorta di automatico bricolage della sua mente come se questa lavorasse autonomamente e senza pressioni.

Ma bisogna essere geni per farsi venire idee?

io dico di no….

ma perchè mai a me non vengono idee per scrivere qualcosa di decente in questo blog??

In una teoria degli anni  venti, il meccanismo per farsi venire delle idee si sviluppava in quattro fasi:preparazione (raccolta dei dati, e prima ancora delle necessarie conoscenze tecniche o scientifiche), incubazione (significa prendere confidenza con i dati, non necessariamente pensandoci sopra di continuo) illuminazione (I’improvviso apparire di una soluzione, spesso completamente diversa da tutte quelle considerate in precedenza) e verifica (la formalizzazione definitiva).
II momento dell’illuminazione ha un nome: insight.

L’insight è un’esperienza – quasi sempre piacevole, a volte esaltante – comune a tutti: capita ogni volta che si stabilisce un collegamento che non c’era prima. Capita a chi risolve un indovinello e a chi capisce come funziona un apriscatole complicato, a chi trova una nuova formula matematica e a chi scrive un verso. Probabilmente l’invenzione degli spaghetti alla carbonara   è frutto di un insight.
Quando farò l’esperienza dell’ insight?

Vabbè…prima o poi arriverà per ora accetto suggerimenti….

ciao

 

143523A4E60EEF0C_1791_0

Pubblicato in: Senza categoria

CAOS

Una goccia d’acqua che si spande nell’acqua, la linea frastagliata di una costa, I ritmi della fibrillazione cardiaca, l’evoluzione delle condizioni meteorologiche, la forma delle nubi, la grande macchia rossa di Giove…. Sono fenomeni apparentemente assai diversi,  con un solo tratto in comune: appartengono al regno dell’informe, dell’imprevedibile, dell’irregolare. In una parola al caos. Ma dietro il caos c’è in realtà un ordine nascosto, che dà origine a fenomeni estremamente complessi a partire da regole molto semplici.

(J.Gleick, pioniere di una nuova scienza, Chaos)

Il caos, non può essere visto come casualità e totale mancanza di ordine, ma unicamente, come un ordine così complesso da sfuggire alla percezione e alla comprensione umana; un ordine con una logica stocastica e inestricabile dove le regole dell’antica idea di armonia platonica non esiste o è celata

“Chaos is a name for any order that produces confusion in our minds”

“é  un nome per ogni ordine di cose che produce confusione nella mente”

Se il caos ti prende la vita che sembrava essere tua ma che non ti appartiene più….

Se il caos ti travolge e non ti riconosci più….

Sappi che è arrivato il momento di fermarsi……e scendere dal mondo

 perché anche nel caos tutto ha una logica ed un ordine….

basta   saper ascoltare  in silenzio ……

e sentirai le note  dell’anima, una musica unica …solo per te…

e il caos  diventerà anch’esso  armonia

(Alice)IMG_0293.JPG

 

Pubblicato in: Senza categoria

Serve un titolo? (Alice)

Ci sono quei giorni che non che non ti basta una bancarella piena di dolci per renderti amabile agli occhi degli altri.

Ci sono giorni che vorresti che qualcuno ti regalasse una bancarella intera di dolci…..per fare che? non  lo so…ma un dolcetto  a volte ti cambia la giornata!

mi regali un dolcetto?

Alice DSCN4018

Pubblicato in: Senza categoria

I mondi di Caterina ( Alice)

Ne è passato di tempo da quando Caterina piangeva anche per una sciocchezza!
Ci ha messo un po’ ma ha imparato a passare senza troppa fatica da un mondo all’altro. Passare da un mondo all’altro , ma quanti mondi esistono? Tanti vi rispondo io! I buddisti ne hanno individuati 10 , che non sto qui ad elencare e che fanno parte del nostro karma .
Caterina come la maggior parte delle persone, li attraversava quotidianamente, passava dalla tranquillità all’ ira, a volte entrava nel mondo animalesco , questo accadeva nel giro di poche ore, ma Caterina non conosceva e forse non conoscerà mai la buddità!
Caterina non è pazza,lei ha pazientemente costruito molti mondi che ora le appartengono. Ha scoperto che basta poco per oltrepassare la linea che li divide come quella volta che ebbe il suo primo attacco di panico .
Caterina si tolse il foulard rosa shocking dal collo con uno scatto felino, iniziava a mancarle l’aria , più respirava e più le sembrava di soffocare, era solo l’inizio di una cosa mai provata, una sensazione di chiusura della gola e del naso, avete presente il risveglio da una anestesia totale? Quando qualcuno ti prende a schiaffi e dice « Respiri, respiri , signora … faccia dei lunghi respiri!» Peggio! Molto peggio! Il torpore la bloccava, era uno spasmo che partiva dallo stomaco e chiudeva i polmoni.
Caterina aveva sbattuto violentemente lo sportello della sua auto e a testa bassa aveva messo in moto allontanandosi nervosamente, mentre lui si dileguava nel piazzale sbadigliando e trascinando le sue infradito , quasi infastidito dalla reazione di lei «ci sono altre cose importanti nella vita, queste sono cazzate! e basta! Smettila, mi sono stancato» ed incalzò «poi siete tutte uguali voi,rompete sempre il cazzo, meno male che vivo da solo, adesso vado a casa a letto ah, meno male, io faccio come mi pare, sono un uomo libero» tutte queste frasi le balenavano nella testa in un turbinio slegato e contorto, le parole perdevano il senso ,si allontanavano e si avvicinavano quasi seguissero una linea invisibile, si trovava a guidare in una strada buia, non la riconosceva, frenò di scatto, non riconosceva nulla di ciò la circondava , dove si trovava? girò la chiave , come si guidava? Non riusciva a ricordare nemmeno le azioni involontarie e di routine.
Il cuore iniziò a battere violentemente in gola, e sembrava avesse un mattone sopra la gabbia toracica, il sudore scendeva dalla sua fronte, chi era? Cosa ci faceva lì? Iniziò a tremare , si allargò la maglietta che stringeva la gola, chi poteva chiamare? Non ricordava nulla , sentì la muscolatura che si rilassava in contrasto con gli spasmi allo stomaco e il senso di vomito, si sentiva svenire, doveva reagire, reagire. Sentiva che stava perdendo il controllo, nulla che la circondava aveva un senso e si rendeva conto che non poteva chiamare le cose con il nome, non lo sapeva.
Stava impazzendo, non controllava i pensieri , le parole, non poteva coordinare le azioni, come si parte? Come si fa a tornare a casa? La casa era una certezza, poteva chiamare a casa? No, non poteva, nella poca lucidità era consapevole che stava accadendo qualcosa di anomalo , girò gli occhi era ferma alla salita della stazione , per un attimo riconobbe il posto, non c’era nessuno lì, era notte, era sola, sperava di vedere qualcuno che l’aiutasse a fare cosa? Che? Stava in un’altra città…a chi chiamare? Non lo sapeva , il sudore aveva bagnato la maglia, il respiro si faceva più corto, con enorme fatica prese il cellulare e l’unica persona che poteva chiamare a cui chiedere aiuto era lui. Caterina non esitò, o lo fece, il tempo non esisteva e non sapeva quantificarlo : « io non ce la faccio a tornare a casa» « respira e vai, ce la fai» «no, non ce la faccio, perché mi hai fatto questo?» e lui rispose «devo continuare? Non sono coinvolto» «io non ce la faccio a tornare a casa, non c’è benzina, non ho soldi, non so mettere benzina, sto male» « se rimani senza benzina chiama che ti vengo a recuperare» « sto male , perché mi hai cercata? Perché?» « su dai, vai a casa »
La testa di Caterina iniziò a girare con fosse su una giostra, non poteva più scrivere messaggi, stava perdendo i sensi, lo chiamò, un grande sbadiglio dall’altra parte le fece capire che non era ascoltata , se la doveva cavare da sola. Alla terza chiamata lui le disse di essere uscito da casa e che stava nei pressi della stazione , lei non sapeva nemmeno come ma aveva già rimesso in moto e si era spostata, «dove sei?» chiedeva lui, lei rispondeva «non lo so,sono curve, tutte curve e fari di macchine… »piangeva, sudava, il cuore batteva troppo lentamente ora, oppure troppo velocemente prima? Non lo capiva, le mani strette al volante
« fammi compagnia mentre guido» dall’altra parte un sonoro sbadiglio, «dai su chiudi che sei arrivata». Iniziava a ragionare, ma poteva una persona essere così? Che trauma aveva avuto ? chi lo aveva rifiutato per farlo diventare così cinico? ? Che vita aveva fatto ad ora? Che priorità aveva dato al suo essere? Possibile che due ore prima ero la sua “cara” e poi ero una inutile donna lasciata sulla strada? Cosa trasforma nel giro di due ore una persona? Ed inoltre che frustrazione viveva? La solitudine tanto amata ma forse vissuta male? Cosa, che, come, chi e perché accanirsi così violentemente su di me? In un attimo vide passare tutto davanti a sé.
Arrivò a casa, i sintomi stavano scemando, il formicolio alle gambe stava scomparendo, era nel suo ambiente , riconosceva casa sua. Entrò in silenzio e si mise il pigiama e a letto, stava ferma immobile, voleva dormire, era stanca ma gli occhi non si chiudevano e pensava, si addormentò ed iniziò a sognare, più che sogni incubi …. per fortuna suonò la sveglia, gli incubi erano finiti.
Caterina provò ad alzarsi, i muscoli erano doloranti, arrivò al bagno, si specchiò e gli occhi erano gonfi e iniettati di sangue, ricordò cosa era accaduto la sera, ricordò tutto per filo e per segno.
Forse aveva fame, non aveva né pranzato e né cenato il giorno prima, ma no, non era fame, non era un vuoto allo stomaco,era un vuoto nell’anima, nel giro di pochi giorni la sua vita era cambiata: rapporti amicali demoliti, uscite di denaro consistenti, abbandono di incarichi a cui teneva, rapporti di lavoro contrastanti, incidenti vari e la sera prima la goccia che aveva fatto traboccare il vaso, l’abbandono di uno degli affetti più cari. Decise di scrivere per scaricare la tensione , aprì il tablet e scrisse a fiume , poi apri una nuova scheda google e digitò “attacco di panico”: definizione da wikipedia:
Gli attacchi di panico – classificati ed inseriti come “panic attack/s (PA/s)” o “panic disorder (PD)” nel DSM (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) – sono una classe di disturbi d’ansia, a loro volta i più comuni disturbi psichiatrici, che costituiscono un fenomeno sintomatologico complesso e piuttosto diffuso (si calcola che 10 milioni di italiani abbiano subito uno o più attacchi di panico). [1]
Sintomi[modifica | modifica sorgente]
L’attacco di panico comporta l’insorgenza improvvisa di almeno 4 dei 13 sintomi sotto elencati :
• Tremori fini o a grandi scosse
• Dolore o fastidio al petto
• Sudorazione
• Sensazione di soffocamento
• Respiro corto o sensazione di asfissia
• Sensazioni di sbandamento, di instabilità, di svenimento
• Palpitazioni o tachicardia
• Paura di morire
• Sensazioni di torpore o di formicolio
• Paura di impazzire o di perdere il controllo
• Nausea o disturbi addominali
• Sensazioni di irrealtà, di stranezza, di distacco dall’ambiente
• Vampate o brividi
I sintomi devono raggiungere il culmine in 10 minuti e di solito scompaiono nell’arco di alcuni minuti, lasciando scarsi elementi all’osservazione del medico, tranne la paura del soggetto di avere un altro terrificante attacco di panico. Sebbene spiacevoli (a volte in grado estremo), gli attacchi di panico non sono pericolosi.
Caterina pensò: « ho avuto un attacco di panico!» il primo della sua vita e sperò fosse l’ultimo; ce l’aveva fatta da sola, era fiera di essere una donna e non una donna da portare a letto e basta! se da un lato si mostrava debole dall’altro  era forte e determinata , anche lui lo avrebbe dovuto sapere!
Ma Caterina non glielo disse mai. Uscì da quel mondo come ne era entrata, in punta di piedi.

Autoajuda-Para-A-Síndrome-Do-Pânico